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Tour de France 2025 – Philipsen fa sua la prima tappa

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Trionfo a Lille e Maglia Gialla. Roglic ed Evenepoel già in difficoltà nei ventagli

Lille – La 112a edizione del Tour de France si apre con una giornata ricca di colpi di scena. La tappa inaugurale con partenza e arrivo a Lille ha regalato spettacolo, sorprese e distacchi importanti in classifica generale, con il belga Jasper Philipsen che ha dominato la volata finale conquistando la prima Maglia Gialla di questo Tour. Alle sue spalle si sono classificati Biniam Girmay e Soren Waerenskjold, mentre Matteo Trentin ha centrato un brillante quinto posto, primo tra gli italiani.

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Tuttavia, a rubare la scena non è stata solo la volata vincente di Philipsen, ma anche il vento, che ha stravolto gli equilibri nei chilometri conclusivi. Un ventaglio creatosi a diciassette chilometri dall’arrivo ha spezzato il gruppo principale in due tronconi, provocando una prima significativa selezione tra gli uomini di classifica. Tadej Pogacar, Jonas Vingegaard, Enric Mas e Ben O’Connor sono riusciti a restare davanti, mentre Remco Evenepoel e Primoz Roglic hanno pagato un ritardo di 39 secondi che, seppur non definitivo, segna un primo campanello d’allarme per le loro ambizioni di maglia gialla. La corsa ha preso vita fin dalle prime fasi, con una fuga a cinque partita subito dopo il chilometro zero. Il gruppo ha lasciato fare, concedendo un margine che non ha mai superato i due minuti e mezzo, mantenendo la situazione sotto controllo grazie al lavoro combinato di Alpecin-Deceuninck e Lidl-Trek. I fuggitivi hanno affrontato la Côte de Notre-Dame-de-Lorette con Thomas in testa, ma il gruppo non ha mai smesso di monitorare la situazione. Al traguardo volante intermedio è stato Jonathan Milan ad anticipare tutti nello sprint del gruppo, prima che la corsa vivesse un altro momento chiave. Sul Mont Cassel, Thomas e Vercher hanno provato a rilanciare l’azione, ma un tratto in pavé ha complicato i piani. Thomas ha perso il controllo della bici, è finito a terra e ha coinvolto anche il compagno di fuga. I due si sono rialzati, ma il gruppo li ha ripresi poco dopo. Intanto, la giornata ha fatto registrare anche due ritiri importanti. Prima Filippo Ganna, caduto nella parte centrale della tappa, poi Stefan Bissegger, anche lui costretto ad abbandonare dopo una caduta. Il gruppo ha proceduto compatto per buona parte della corsa, senza altre scosse significative fino all’ultima salita della giornata, il Mont Noir, dove Jonas Vingegaard ha messo la ruota davanti a tutti. Ma è con l’avvicinarsi del traguardo, e con il ritorno prepotente del vento laterale, che la corsa ha cambiato volto. Quando la strada ha girato a destra, la Visma-Lease a Bike ha accelerato improvvisamente, creando il primo vero ventaglio del Tour. In testa sono rimasti circa quaranta corridori, tra cui tutti gli uomini chiave della Visma, la UAE Team Emirates di Pogacar, la Alpecin-Deceuninck al completo e alcuni outsider come Trentin e Waerenskjold. Dietro, la reazione è stata tardiva. Nonostante gli sforzi delle squadre rimaste intrappolate, come Soudal Quick-Step, Lidl-Trek e Red Bull-Bora-hansgrohe, il distacco è cresciuto fino a toccare i 40 secondi ai meno 7 km. Gli uomini di testa hanno continuato a spingere con grande convinzione, consapevoli dell’occasione offerta dal vento. L’unico brivido nel finale è arrivato con una caduta che ha coinvolto Ben O’Connor e Van Den Berg. Negli ultimi 3 km la corsa si è trasformata in una lunga preparazione alla volata. La Uno-X Mobility ha provato a pilotare lo sprint per Waerenskjold, ma la Alpecin-Deceuninck si è rivelata superiore in tutto. Dopo il lavoro di Meurisse e Rickaert, è stato Van Der Poel a prendere le redini, lanciando l’azione finale che ha portato Philipsen in posizione ideale. Kaden Groves ha dato lo slancio perfetto e il belga non ha avuto esitazioni, ha resistito al tentativo d’anticipo di Ackermann e ha dominato in potenza, andando a cogliere il suo decimo successo in carriera al Tour, oltre alla prima maglia gialla della corsa. Alle sue spalle, Girmay ha confermato il suo ottimo momento di forma con un secondo posto solido, mentre Waerenskjold ha chiuso terzo. L’ottima prova di Trentin ha confermato la bontà del suo stato di forma e la capacità di leggere alla perfezione i momenti chiave della corsa. Delusione invece per Milan, rimasto tagliato fuori dai ventagli dopo un buon inizio, e per Merlier, anch’egli sorpreso e tagliato fuori dallo sprint decisivo.

In classifica generale, Philipsen comanda davanti a Girmay e Waerenskjold, ma la vera notizia è nei 39 secondi persi da Evenepoel e Roglic. Non è un distacco irreparabile, ma certo è un segnale. In un Tour spesso deciso dai dettagli e dai secondi, partire già con un handicap dopo la prima tappa può condizionare scelte e strategie future. Dall’altra parte, Pogacar e Vingegaard hanno mostrato prontezza, lucidità e forza, posizionandosi perfettamente al momento giusto. Sono passati solo pochi km, ma il Tour ha già iniziato a parlare un linguaggio chiaro.

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