Caen – Il Tour de France 2025 entra finalmente nel vivo con il primo vero spartiacque della corsa, la cronometro individuale di 33 km con partenza e arrivo a Caen, capoluogo del Calvados e cuore pulsante della Normandia, che in questo 2025 celebra il millenario dalla fondazione della città. Una data simbolica e carica di storia che si lega a una delle prove tecniche più attese di questa edizione della Grande Boucle. Non si tratta soltanto di una prova contro il tempo, ma di un banco di prova fondamentale per chiarire gli equilibri tra gli uomini di classifica dopo le prime frazioni nervose e in parte interlocutorie. In una giornata tutta votata alla potenza e alla posizione in sella, Remco Evenepoel ha l’occasione perfetta per ribaltare o quantomeno rimettere in equilibrio il bilancio temporale dopo i secondi persi tra ventagli e strappi del nord. Il percorso, pur non essendo del tutto piatto, si presta a essere dominato dai passisti puri. I 33 km sembrano disegnati per chi sa sviluppare alte velocità in continuità e gestire bene la potenza. Il dislivello complessivo è di appena 200 metri, con qualche tratto leggermente mosso, ma senza vere difficoltà altimetriche.

Si parte da Caen, su strade larghe e ben asfaltate, con i primi 3 km leggermente a salire, utili per entrare in ritmo. Poi si punta verso Cambes en Plaine, dove è collocato il primo intermedio (km 8,2). La vera insidia, però, potrebbe non arrivare dall’altimetria ma dal vento, soprattutto dopo la svolta che conduce al secondo rilevamento cronometrico posto a Thaon (km 16,4). In quella zona, a pochi chilometri in linea d’aria dal Mare del Nord, raffiche trasversali potrebbero disturbare la posizione aerodinamica e influenzare la distribuzione dello sforzo. La parte centrale è la più tecnica, con alcune curve leggere e variazioni nel ritmo. Poi si rientra gradualmente verso la città, con il terzo intermedio a Gruchy (km 24,8), e infine si approcciano gli ultimi due chilometri in leggera discesa, dove i corridori potranno spingere rapporti più lunghi e cercare di limare qualche secondo prezioso. Il nome che rimbalza ovunque, nei paddock e tra gli addetti ai lavori, è sempre lo stesso: Remco Evenepoel. Il belga, campione del mondo in carica, ha nel mirino una tappa disegnata su misura per le sue caratteristiche. Dopo i piccoli intoppi iniziali, tra cui il distacco accusato nel primo arrivo mosso, oggi ha la possibilità di recuperare terreno nella generale e, se le gambe risponderanno come si attende, potrebbe anche guadagnare minuti sugli scalatori più puri. La sua candidatura al successo di giornata diventa ancora più forte dopo i forfait di due grandi specialisti: Filippo Ganna, assente già al via per infortunio, e Stefan Bissegger, costretto al ritiro dopo una caduta nella seconda tappa. Due assenze che aprono un’autostrada a Remco, pronto a ruggire sulle strade normanne. Nonostante l’assenza di Ganna, l’Italia non si presenta a Caen priva di ambizioni. Il campione europeo Edoardo Affini, reduce da un’ottima stagione nella cronometro, ha le carte in regola per inserirsi tra i migliori di giornata. Sulle strade larghe e veloci del Calvados, il mantovano potrà sfruttare il suo motore costante e una posizione in sella perfezionata in questi mesi. Senza la pressione di dover puntare alla classifica generale, Affini potrà gestire la prova a sensazione, cercando il colpo a sorpresa, magari salendo su un podio che, al netto della presenza di Evenepoel, non è affatto precluso.
Oltre agli specialisti, questa cronometro sarà decisiva anche per i grandi nomi della classifica generale. Chi vuole puntare al podio di Parigi dovrà contenere le perdite nei confronti di Evenepoel, e in alcuni casi provare anche ad approfittare della prova. Jonas Vingegaard, al rientro dopo il lungo stop primaverile, ha dato segnali incoraggianti chiudendo secondo nella cronometro del Delfinato, proprio alle spalle del belga. Il danese non è ancora al 100%, ma la sua aerodinamicità naturale e la freddezza tattica gli permettono sempre prestazioni solide contro il tempo. Discorso simile per Tadej Pogacar, che non ha mai amato troppo le cronometro lunghe, ma ha saputo nel tempo trasformarsi in un corridore completo, capace anche di limitare i danni su percorsi filanti. Nella crono del Delfinato era arrivato quarto, a poco più di mezzo minuto da Evenepoel. Non sarà facile per lui restare agganciato, ma nemmeno impossibile. Tra le sorprese da tenere d’occhio c’è anche Matteo Jorgenson, già protagonista nelle prime frazioni. Lo statunitense, terzo nella crono pre-Tour e in grande forma, potrebbe stupire ancora. Florian Lipowitz, invece, ha mostrato limiti cronometrici ma grande condizione generale. E poi c’è Primoz Roglic, che ha brillato nella cronometro di Tirana durante il Giro d’Italia e che, pur senza la stessa brillantezza del passato, mantiene esperienza e postura impeccabile. Una prova concreta oggi lo manterrebbe agganciato al treno dei pretendenti alla maglia gialla. La squadra emiratina potrà contare anche su Joao Almeida, uno dei cronomen più regolari in gruppo. Il portoghese ha spesso fatto la differenza proprio nelle prove contro il tempo e potrebbe oggi inserirsi tra i primi cinque, magari anche sul podio virtuale.
Quella di Caen non sarà solo una passerella per i cronoman, sarà un primo verdetto importante. I 33 km si potranno aprire margini già pesanti, difficili da colmare anche in montagna. La classifica generale comincerà a prendere una forma più netta, e i distacchi diventeranno qualcosa di più di semplici numeri. Non sarà la tappa che assegnerà la maglia gialla definitiva, ma sarà la prima vera selezione naturale del Tour de France 2025. Una crono da uomini forti, da corridori completi, da chi sa convivere con la pressione del tempo che scorre. E oggi, a Caen, quel tempo potrebbe iniziare davvero a fare la differenza.



