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Tour de France 2025 – Analisi 9a tappa – Chinon-Chateauroux (km 174,1)

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Chinon – La nona tappa del Tour de France 2025 si presenta come un’occasione imperdibile per i velocisti. Il tracciato da Chinon a Chateauroux misura 174,1 km ed è caratterizzato da una semplicità altimetrica quasi assoluta, tanto da essere considerata la frazione più agevole dell’intera edizione. Non ci sarà, infatti, nemmeno un Gran Premio della Montagna da affrontare, nemmeno una piccola asperità a spezzare la monotonia di una giornata che sembra studiata appositamente per lasciare spazio allo sprint di gruppo. È l’unica tappa in linea di questa Grande Boucle a non presentare salite classificate, insieme alla cronometro di Caen, e questo dato basta da solo a chiarire quanto le ruote veloci abbiano segnato questa data sul calendario fin da inizio Tour.

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La partenza da Chinon offrirà ai corridori una prima parte leggermente movimentata, con i tipici saliscendi della pianura francese, ma si tratterà di irregolarità minime, incapaci di creare selezione o di incentivare reali tentativi di fuga. Il gruppo resterà compatto almeno fino al traguardo volante di La Belle Indienne, fissato a Sérigny dopo appena 24,2 km. Lì ci si attende una breve fiammata, alimentata soprattutto dalla lotta per la Maglia Verde, che in questo Tour si sta facendo sempre più serrata. Solo dopo questo traguardo intermedio potrà prendere corpo una fuga, ma sarà molto difficile che i fuggitivi riescano ad avere il via libera fino al traguardo, troppe le squadre interessate a giocarsi lo sprint, troppo ghiotta l’opportunità per lasciarsela sfuggire. Un elemento di incertezza sarà rappresentato dal vento. Nei primi chilometri, con il gruppo diretto verso sud, si potrebbe verificare qualche tratto con vento laterale, il che potrebbe rivelarsi insidioso anche per gli uomini di classifica, che dovranno mantenere alta la soglia di attenzione. Successivamente, la corsa virerà verso est, nella direzione di Chateauroux, e qui le condizioni potrebbero farsi più favorevoli, con vento a spingere alle spalle il gruppo. Ma negli ultimi 40 km, e in particolare negli ultimi 20 km, il vento tornerà a soffiare lateralmente, aumentando il rischio di ventagli. Non è detto che si creino vere e proprie fratture, ma sarà sicuramente un momento delicato della corsa, in cui basterà un attimo di disattenzione per perdere contatto con la testa del gruppo. Il finale, comunque, si preannuncia tecnicamente semplice con lunghi rettilinei, poche curve, l’ultima delle quali a 1600 metri dall’arrivo. Uno scenario ideale per lanciare treni ad alta velocità.

Dopo il successo a Laval, Jonathan Milan arriva a questa tappa con tutti i riflettori puntati addosso. Il friulano della Lidl-Trek ha dimostrato non solo una condizione fisica strepitosa, ma anche una notevole maturità tattica, riuscendo a imporsi in volata senza il supporto del suo treno. Ora, con il morale alle stelle e una squadra solida a disposizione, Milan si candida prepotentemente al bis. La Maglia Verde è sulle sue spalle e ogni punto raccolto potrebbe rivelarsi decisivo nel prosieguo della corsa. A contendere il primato al corridore italiano ci sarà Tim Merlier, che a Laval ha avuto la sfortuna di non riuscire a lanciarsi per lo sprint a causa del caos negli ultimi metri. Il belga della Soudal Quick-Step è uno dei pochi a poter reggere il confronto con Milan in termini di potenza pura, e il duello tra i due potrebbe infiammare nuovamente l’arrivo, in una sorta di rivincita che promette scintille. Ma non saranno soltanto loro a cercare gloria. Kaden Groves, con il ruolo di primo velocista in casa Alpecin-Deceuninck dopo il ritiro di Philipsen, ha chiuso terzo a Laval nella sua prima volata da leader del team. Al suo fianco può contare sull’apporto di Mathieu van der Poel, il quale potrebbe anche decidere di mettersi in proprio se le circostanze lo permetteranno, magari approfittando di una fase caotica per sorprendere tutti con una delle sue azioni esplosive. A proposito di outsider di lusso, va segnalata la presenza di Wout van Aert, che ha chiuso secondo alle spalle di Milan nella volata di Laval e che potrebbe cercare un nuovo colpo, anche se il finale meno pendente rispetto a quello della precedente tappa non sembra esaltare le sue caratteristiche. Rimane però un corridore completo, capace di sfruttare ogni minimo spiraglio per imporsi. Tra gli altri nomi che hanno lasciato buone impressioni ci sono Pascal Ackermann, che ha mostrato segnali di ripresa, e Biniam Girmay, grande assente all’appello di Laval e ora costretto a cercare un risultato di peso per restare in corsa per la Maglia Verde. La sua esplosività potrebbe fare la differenza in una volata caotica, ma serve maggiore lucidità nelle fasi decisive. Potrebbero provarci anche altri corridori che, pur non essendo sprinter puri, hanno nelle gambe la forza per sorprendere. Anthony Turgis, Cees Bol, Vincenzo Albanese e Bastien Tronchon potrebbero trovare spazio in un finale convulso, anche se per loro sarà fondamentale leggere perfettamente il momento giusto. Difficile, infine, ipotizzare una fuga da lontano, ma in una giornata senza difficoltà altimetriche e con il vento come unica incognita, non si può escludere del tutto un colpo di mano.

La Chinon – Chateauroux rappresenta dunque un crocevia importante per gli uomini della velocità. Con poche occasioni rimaste da qui a Parigi, chi vorrà lasciare il segno dovrà farlo adesso. Jonathan Milan sembra pronto a ripetersi, ma la concorrenza è affamata e pronta a tutto. Sarà una giornata da vivere tutta d’un fiato, con un finale che promette alta tensione e una volata che potrebbe dire molto non solo per l’esito della tappa, ma anche per le sorti della Maglia Verde.

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