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Tour de France 2025 – Analisi 10a tappa – Ennezat-Le Mont Dore Puy de Sancy (km 165,3)

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Ennezat – Dopo un weekend dominato dai velocisti, il Tour de France 2025 volta pagina e propone una frazione dal sapore decisamente diverso. Lunedì 14 luglio, nel giorno della Festa nazionale francese, andrà in scena la decima tappa, da Ennezat a Le Mont-Dore Puy de Sancy, 165,3 km densi di insidie e salite, con 4450 metri di dislivello complessivo. È la prima vera tappa di montagna di questa Grande Boucle e promette scintille, con terreno ideale sia per chi sogna il successo di giornata che per chi punta alla classifica generale.

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Si partirà da Ennezat, alle porte di Clermont-Ferrand, e fin da subito la strada inizierà a salire verso la Cote de Loubeyrat (4,1 km al 6,3%), prima ascesa catalogata della giornata e possibile rampa per formare la fuga. Nei successivi 35 km, seppur privi di GPM ufficiali, i corridori affronteranno una continua sequenza di saliscendi che spezzeranno il ritmo, con in mezzo il traguardo volante di Durtol (km 44,4), che potrebbe interessare agli uomini di classifica della maglia verde. La fase centrale sarà il cuore della tappa con tre Gran Premi della Montagna di seconda categoria si susseguiranno in rapida sequenza, testando gambe e nervi del gruppo. La Cote de la Baraque (4,8 km al 7,4%), la Cote de Charade (5,1 km al 6,8%) e la Cote de Berzet (3,4 km al 7,4%) potrebbero diventare trampolini per azioni da lontano o selezionare ulteriormente la fuga. Dopo il GPM di Berzet, il gruppo avrà una breve tregua, circa 35 chilometri meno impegnativi prima del gran finale. Nel tratto conclusivo la corsa salirà ancora di tono. Si comincerà con il Col de Guery (3,4 km al 6,7%) e, dopo appena 10 km, si affronterà il Col de la Croix Morand (3,4 km al 5,7%). Queste due salite prepareranno il terreno alla parte più dura e nervosa del finale, circa 25 km di strada in costante ascesa, culminanti nel Col de la Croix Saint-Robert (5,1 km al 6,4%), posizionato a meno di 10 km dal traguardo. Da lì una discesa tecnica porterà ai piedi della rampa finale verso Le Mont-D’ore, 3,3 km al 8%, un muro breve ma esplosivo, perfetto per scatenare la battaglia tra i grandi nomi. Difficile non partire da Tadej Pogacar. Lo sloveno della UAE Emirates XRG veste la Maglia Gialla, ha già vinto due tappe in questo Tour e il tracciato sembra fatto su misura per lui. Le pendenze, le accelerazioni e la salita finale esplosiva sono pane per i suoi denti. Sulle sue tracce ci sarà, come sempre, Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike), ancora alla ricerca del primo successo parziale in questo Tour, ma costantemente presente nel gruppo dei migliori. Le salite di oggi non sono le sue preferite, brevi e con pendenze irregolari, ma la Visma potrebbe provare a scompaginare la corsa, magari con un’azione orchestrata da Jorgenson, fin qui tra i più brillanti, o da Sepp Kuss e Simon Yates, anche se entrambi sembrano lontani dalla miglior condizione. Remco Evenepoel (Soudal Quick-Step) continua la sua crescita giorno dopo giorno. Non ha il cambio di ritmo di Pogacar o Vingegaard, ma se la tappa sarà corsa ad alta intensità e in modo imprevedibile, il belga potrebbe tentare qualche mossa d’anticipo. Attenzione anche a Oscar Onley (Picnic PostNL), brillante al Giro di Svizzera, e perfetto per salite simili, brevi, intense, ma ripetute. Discorso analogo per Kévin Vauquelin (Arkéa-B&B Hotels), che nel giorno della Bastiglia potrebbe trovare energie supplementari anche dalla motivazione patriottica. C’è curiosità anche attorno a Primoz Roglic (Red Bull-Bora-hansgrohe), fin qui piuttosto nascosto. Il finale è tagliato su misura per le sue celebri “frustate”, ma la condizione resta incerta. Il suo compagno Florian Lipowitz potrebbe essere incaricato di anticipare i movimenti dei big, così come Tobias Johannessen (Uno-X) o Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), due giovani che non disdegnano azioni a sorpresa. Se UAE o Visma decideranno di lasciare spazio alla fuga, le possibilità si moltiplicheranno. Occhi puntati su Ben Healy (EF Education-EasyPost), anche se il suo distacco ridotto potrebbe indurre i leader a inseguirlo. Altri nomi interessanti per un attacco da lontano sono Michael Storer, Michael Woods, Harold Tejada, ma anche Clément Champoussin e Mauro Schmid, tutti ottimi interpreti delle giornate di media e alta montagna. Il 14 luglio è una data simbolica per il ciclismo transalpino, e i corridori francesi daranno sicuramente battaglia. Julian Alaphilippe (Tudor) resta un’incognita, ma il tracciato potrebbe esaltarlo se avrà le gambe giuste. In caccia anche Lenny Martinez, Guillaume Martin, Aurelien Paret-Peintre, Clement Berthet e Warren Barguil, tutti motivati da una possibile impresa da raccontare.

La decima tappa del Tour de France 2025 non è solo la prima vera giornata di montagna, è una prova generale in vista delle grandi Alpi, un banco di prova per chi sogna la Maglia Gialla e una grande vetrina per chi rincorre un successo di tappa. Con un tracciato nervoso, impegnativo e privo di pianura, non ci sarà spazio per la gestione, sarà una giornata di gambe, coraggio e strategia.

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