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Tour de France 2025 – Pogacar domina sull’Hautacam e si riprende la maglia gialla

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Hautacam – Tadej Pogacar torna a prendersi il centro della scena al Tour de France. Nella dodicesima tappa della Grande Boucle, la Auch-Hautacam di 180,6 km, il fuoriclasse sloveno della UAE Emirates firma una vittoria per distacco e si riprende la maglia gialla, simbolo del primato nella classifica generale. Dopo qualche giorno passato a osservare, Pogacar ha scelto uno degli arrivi più iconici dei Pirenei per affermare, ancora una volta, la sua superiorità. La tappa era iniziata con una fuga di proporzioni eccezionali: ben 52 corridori si erano sganciati fin dai primi chilometri, accumulando anche più di due minuti di vantaggio sul gruppo dei big. Tra i protagonisti in avanscoperta anche nomi importanti come Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), Michael Storer (Tudor), Einar Rubio (Movistar) e Bruno Armirail (Decathlon AG2R La Mondiale). Il gruppo sembrava lasciar fare, ma sulle prime rampe dell’Hautacam la situazione è cambiata drasticamente. La Visma-Lease a Bike ha preso in mano la corsa, forzando l’andatura e riducendo il distacco dalla testa. Quando la fuga è stata completamente assorbita, a prendersi la scena è stato proprio Pogacar. Con un’accelerazione brutale ai -4 km dal traguardo, lo sloveno ha lasciato tutti sul posto. Nessuno ha provato a seguirlo. Jonas Vingegaard, suo grande rivale e secondo sul traguardo, ha accusato un ritardo di circa due minuti. Terzo posto per Florian Lipowitz (Red Bull-Bora), che si è distinto per tenacia e resistenza nella parte finale della frazione. La tappa, durissima sia per il chilometraggio che per il dislivello, ha sancito una nuova gerarchia in classifica. Ben Healy (EF Education), che vestiva la maglia gialla, è stato costretto a cedere il simbolo del primato, non riuscendo a tenere il passo dei migliori nelle fasi decisive. Il nuovo leader ora è Pogacar, che guarda tutti dall’alto e lancia un messaggio chiaro: la corsa è nelle sue mani.

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Nel frattempo, il Tour continua a regalare spettacolo, in una corsa che ha cambiato volto più volte adesso sembra tornata sotto il segno di Tadej. Domani ci sarà spazio per respirare, ma le montagne non sono finite.

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