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Tour de France 2025 – Thymen Arensman re del tappone pirenaico

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Luchon – Tappa regina dei Pirenei con arrivo in quota a Luchon-Superbagnères. A prendersi la scena è stato Thymen Arensman, l’olandese della Ineos Grenadiers. Una vittoria costruita con coraggio, intelligenza e gambe d’acciaio, in una frazione durissima partita da Pau e segnata dal passaggio sul Col du Tourmalet, sul Col d’Aspin e sul Peyresourde, con un dislivello complessivo di quasi 4800 metri. La sua azione si è sviluppata in una giornata in cui è successo di tutto, compreso il clamoroso ritiro di Remco Evenepoel, che ha abbandonato la corsa durante l’ascesa al Tourmalet. La tappa è esplosa sin dalle prime battute, con una maxi-fuga che ha visto coinvolti oltre quaranta corridori. Tra questi, anche nomi importanti come Lenny Martinez, Guillaume Martin e lo stesso Arensman, inseriti in una lunga lista di attaccanti che hanno cercato gloria nella giornata più dura del Tour. Il gruppo maglia gialla ha lasciato fare, gestendo le energie in vista delle battaglie più decisive, mentre davanti si assisteva a un progressivo assottigliarsi della testa della corsa man mano che le pendenze aumentavano. Sul Tourmalet è arrivato il primo vero scossone. Non Remco Evenepoel, già apparso affaticato nei giorni scorsi, ha ceduto sin dalle prime rampe della salita simbolo dei Pirenei. Il campione belga ha provato a resistere ma, visibilmente in crisi, ha perso contatto, finendo poi per fermarsi del tutto prima dello scollinamento. Il suo ritiro, annunciato ufficialmente poco dopo, ha lasciato attonito il gruppo, privando la corsa di uno dei suoi protagonisti più attesi. Nel frattempo, davanti, Arensman restava tra i più attivi. Dopo il Tourmalet e il successivo Col d’Aspin, è stato sul Peyresourde che l’olandese ha piazzato l’attacco decisivo. Approfittando di un momento di stallo tra i fuggitivi, ha scattato con determinazione a oltre 30 km dall’arrivo. Lenny Martinez, che aveva anticipato l’azione per difendere la maglia a pois e raccogliere punti GPM, è stato raggiunto e superato. Da quel momento in poi, Arensman ha gestito la sua azione con lucidità e potenza, salendo con un passo regolare e implacabile. La salita finale verso Luchon-Superbagnères, lunga oltre 10 chilometri e segnata da pendenze irregolari, ha rappresentato la consacrazione della sua impresa. Mai in difficoltà, sempre in controllo, ha proseguito senza cedimenti fino al traguardo. Alle sue spalle, la lotta tra i big è esplosa solo negli ultimi chilometri. Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard hanno nuovamente confermato di essere su un altro pianeta rispetto agli altri uomini di classifica. I due si sono controllati a lungo ma, quando la strada ha iniziato a salire verso Superbagnères, Pogacar ha aperto il gas con uno scatto secco. Vingegaard ha risposto prontamente, restando incollato alla ruota dello sloveno. Pogacar ha provato a forzare più volte nel finale, ma Vingegaard ha mostrato solidità e lucidità, riuscendo a contenere gli attacchi. I due sono giunti insieme al traguardo, con Pogacar leggermente davanti a cogliere un secondo posto che vale morale e abbuoni.

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