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Tour de France 2025 – Tim Wellens firma il colpo del giorno

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Campenaerts completa la doppietta belga, Alaphilippe esulta… per sbaglio

Carcassone – C’è tutto, nella diciottesima tappa del Tour de France 2025: tattica, disorganizzazione, intuizione e persino un pizzico di commedia. A prendersi la scena è Tim Wellens, autore di un attacco magistrale che sorprende i compagni di fuga e regala alla UAE Emirates un successo tanto inatteso quanto pregevole. Ma il finale, caotico e teatrale, riserva anche il colpo di coda di Victor Campenaerts, bravo ad anticipare gli inseguitori e prendersi il secondo posto, e una beffa per Julian Alaphilippe, che taglia il traguardo a braccia alzate convinto di aver vinto… senza sapere che due corridori lo avevano preceduto.

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Il percorso odierno, 169,3 km da Muret a Carcassonne, era di quelli che invitano all’azione. Saliscendi nervosi nella seconda parte, tre GPM di terza e quarta categoria negli ultimi 100 km e un finale tecnico. Non ci si aspettava grandi scossoni in classifica generale, la maglia gialla di Pogacar non era in discussione, ma lo spettacolo non è mancato. Fin dai primi chilometri, si è formato un gruppo corposo di attaccanti, tra cui Wellens, Campenaerts, Van Aert, Alaphilippe, Bettiol, Laporte e Ivan Romeo. Il gruppo maglia gialla ha lasciato fare, permettendo alla fuga di guadagnare minuti preziosi. Ma è stato il finale a trasformare una semplice tappa da attaccanti in una piccola perla narrativa. Ai – 10 km, la situazione è ancora fluida, davanti sono in sei, ma l’accordo è fragile. Gli scatti e i controscatti iniziano a minare la coesione del gruppo di testa. Wellens capisce il momento, non troppo tardi per essere ripreso, non troppo presto per finire le energie. Ai -6 km, parte deciso. Nessuno risponde. Non per scelta, ma per stanchezza, confusione, e soprattutto perché nessuno sembra voler lavorare per portare sulla ruota il compagno di fuga. È proprio questo “vuoto di potere” a segnare il destino della tappa. Gli altri cinque si guardano, si rinfacciano, rallentano. E alle loro spalle, un gruppo di inseguitori comincia ad avvicinarsi, attirato dal profumo del podio. Il primo a muoversi è Wout van Aert, che dimostra ancora una volta una classe superiore alla media. Il belga si stacca dal gruppo inseguitore e si lancia all’inseguimento, determinato a rientrare almeno sul podio. Con lui si aggancia Ivan Romeo, uno dei giovani più brillanti di questo Tour. Van Aert tira con determinazione, senza voltarsi, mentre Romeo si incolla alla sua ruota. L’azione è poderosa, e ai -2 km riescono a rientrare sul gruppetto che inseguiva Wellens. Ma proprio in quel momento, dal fondo del drappello esce come un missile Victor Campenaerts, checapisce che l’arrivo di Van Aert cambierà le dinamiche, e prima che il gruppo si ricompatti, parte all’attacco. Un’azione perfetta per tempismo e forza. Campenaerts guadagna subito qualche secondo, e nonostante il ritorno degli altri, riesce a conservare un margine sufficiente per tagliare il traguardo in seconda posizione. Alle sue spalle, però, accade l’incredibile. Il gruppo degli inseguitori ormai si è allungato. Circa venti corridori in lotta per il terzo posto, molti dei quali si erano riportati sotto nell’ultimo chilometro, sfruttando il rallentamento dei battistrada. Lo sprint parte lungo, disordinato, e spunta fuori Julian Alaphilippe, che lancia una volata rabbiosa e spettacolare, beffando van Aert proprio negli ultimi metri. Appena supera la linea, Alaphilippe alza le braccia al cielo. Grida, esulta, batte i pugni sul manubrio. Sembra davvero convinto di aver vinto. Ma c’è un problema: non si è accorto di Wellens e Campenaerts, arrivati rispettivamente primo e secondo. Il motivo? Un guasto alla radiolina negli ultimi 10 km, che lo ha lasciato senza comunicazioni dalla squadra. Nessun direttore sportivo lo ha potuto avvisare degli sviluppi davanti. E lui, arrivato da dietro nel finale, ha pensato che lo sprint fosse quello per la vittoria. Solo dopo qualche secondo, vedendo la reazione perplessa di chi lo circondava e il tabellone ufficiale, Alaphilippe ha capito l’errore. Il suo sorriso si è trasformato in una smorfia di imbarazzo, ma anche di leggerezza: “Non è la prima volta che sbaglio… ma almeno ho vinto qualcosa oggi, anche se solo il podio”, ha scherzato davanti ai microfoni, con la consueta ironia.

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