Parigi – Il Tour de France 2025 si è concluso con una tappa finale memorabile sulle strade di Parigi. Tra pioggia battente, pavé bagnato e un circuito rinnovato con il passaggio decisivo su Montmartre, è stato Wout van Aert a prendersi la scena con una vittoria spettacolare, conquistata in solitaria dopo aver staccato gli avversari sull’ultima salita. Sul podio di giornata, con lui, Davide Ballerini e Matej Mohoric, protagonisti fino all’ultimo metro. Alle loro spalle, Tadej Pogacar ha tagliato il traguardo sorridente al quarto posto. La sua posizione non era in discussione, visto che l’organizzazione aveva deciso di neutralizzare i tempi prima dell’inizio dei tre giri finali, in seguito alle condizioni meteo proibitive. Ma lo sloveno, già certo della vittoria finale, ha deciso comunque di dare spettacolo, chiudendo così con un sigillo simbolico il suo quarto Tour de France.

La tappa è partita da Mantes-la-Ville, con il consueto clima festoso tipico delle ultime frazioni del Tour. Ma, nonostante l’atmosfera leggera, il meteo ha imposto un copione ben diverso. Pioggia, vento e asfalto scivoloso hanno accompagnato i corridori fin dentro Parigi, complicando la vita a chi cercava gloria nel giorno conclusivo. Dopo un inizio controllato, in cui si è assegnato l’unico punto in palio al GPM della Cote de Bazemont, la UAE Emirates XRG di Pogacar ha preso il comando delle operazioni. È stato lo stesso sloveno a mettersi in testa, dettando il passo fino al primo ingresso nel circuito parigino e al GPM della Cote du Pavé des Gardes. Dal primo passaggio sugli Champs-Elysees, la corsa si è infiammata. Pascal Eenkhoorn ha lanciato il primo vero attacco, seguito da Magnus Cort, Quinn Simmons e altri cacciatori di tappa. I gruppi si sono susseguiti, ma nessuno è riuscito ad aprire un varco decisivo. Tra gli attaccanti anche Santiago Buitrago, Ion Izagirre, Marco Haller e Jonas Abrahamsen, ma il gruppo ha reagito con fermezza. Poco prima del quarto passaggio sul traguardo, che coincideva con il punto di neutralizzazione dei tempi, Florian Lipowitz e Quinn Simmons hanno tentato la sortita, ma sono stati riassorbiti prima della salita di Montmartre. La corsa ha cambiato volto al primo passaggio sul celebre colle parigino. Sotto una pioggia ormai insistente, è Julian Alaphilippe a provarci per primo, seguito da Arnaud De Lie. Poi arriva la progressione della Maglia Gialla. Pogacar aumenta il ritmo e crea subito una selezione. A tenergli testa ci sono solo Van Aert, Ballerini, Mohoric, Trentin e Jorgenson. La discesa è resa insidiosa dal bagnato, ma i sei battistrada riescono a restare uniti, mentre il gruppo alle loro spalle non trova collaborazione. I battistrada guadagnano secondi preziosi e si preparano a giocarsi la vittoria nella salita conclusiva. Sull’ultimo strappo verso Montmartre, Pogacar attacca ancora, portando con sé Van Aert e Ballerini. La reazione del belga è però devastante ed a 300 metri dallo scollinamento, scatta con forza e stacca tutti, prendendo subito qualche metro che diventeranno incolmabili. In discesa vola sul pavé, nonostante la pioggia, e arriva a braccia alzate sul traguardo degli Champs-Elysees, firmando una delle sue più belle vittorie in carriera, nella cornice più prestigiosa possibile. Alle sue spalle, Davide Ballerini conferma lo straordinario stato di forma chiudendo secondo, mentre Mohoric regola il gruppetto degli inseguitori per la terza piazza. Pogacar taglia il traguardo in quarta posizione, accolto dal boato del pubblico parigino, la Maglia Gialla resta sulle sue spalle, per la quarta volta in carriera.
Con i tempi congelati, la classifica generale non subisce variazioni: il podio finale vede Tadej Pogacar sul gradino più alto, con Jonas Vingegaard secondo e il sorprendente Florian Lipowitz terzo. Il tedesco della Red Bull-Bora-hansgrohe, oltre al podio, conquista anche la Maglia Bianca di miglior giovane. La Maglia Verde della classifica a punti è vinta da Jonathan Milan (Lidl-Trek), protagonista assoluto nelle volate della prima settimana. La Maglia a Pois del miglior scalatore va ancora a Pogacar, a conferma della sua superiorità anche in montagna.
Il Tour 2025 verrà ricordato per il suo equilibrio, la qualità dei protagonisti e l’intensità delle battaglie, in particolare nelle Alpi e sul Massiccio Centrale. Dalle fughe epiche di Arensman e O’Connor, ai colpi di classe di Van Aert e Milan, fino al dominio silenzioso e devastante di Pogacar, ogni tappa ha lasciato il segno. Il ritorno del finale a Parigi, con l’inedita inclusione della salita di Montmartre, ha rappresentato un degno coronamento per tre settimane di corsa. La pioggia ha aggiunto epicità, ma non ha fermato lo spettacolo. Il ciclismo ha vissuto un’altra giornata storica e Wout van Aert, nel giorno della consacrazione definitiva di Tadej Pogacar, ha saputo ritagliarsi un posto d’onore.



