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Barcellona Pozzo di Gotto. Carcere: ancora un suicidio

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Il terzo suicidio dall’inizio dell’anno nel penitenziario di Barcellona Pozzo di Gotto.

Questa volta a togliersi la vita è stato un detenuto indiano di 48 anni, che muore lontano dalla sua terra e dai suoi affetti, oppresso da chissà quale insormontabile peso.
Perché un uomo nel pieno della vita decide di farla finita? Hanno influito le condizioni carcerarie? C’è un idoneo servizio di individuazione dei disagi e opportuno supporto?
Al momento non c’è risposta a tali interrogativi, ma una cosa è certa: la circostanza ha indotto il Procuratore della Repubblica di Barcellona P.G., Giuseppe Verzera, a inoltrare, per la seconda volta, una segnalazione al Ministero della Giustizia, Carlo Nordio, per evidenziare gravi criticità della casa circondariale, con la richiesta di un intervento istituzionale urgente.

Da parte della società, affinché non si abbiano altre tragedie e il Vittorio Madia svolga civilmente le condivisibili funzioni indicate da Cesare Beccaria, è auspicabile un intervento immediato del Governo, che metta a disposizione mezzi idonei a consentire agli operatori di prendersi efficacemente cura dei bisogni dei carcerati.

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