Parque de la Naturaleza Sendaviva – Dopo il primo giorno di riposo, la Vuelta a España 2025 propone subito un banco di prova severo per gli uomini di classifica. La 10a tappa, da Parque de la Naturaleza Sendaviva ad El Ferial Larra Belagua (175,3 km), porterà ancora una volta il gruppo sui Pirenei, con un arrivo in salita che ricorda molto quello di Valdezcaray, ma con un finale più impegnativo.

La prima parte sarà piuttosto semplice. Dai pressi di Arguedas, dove sarà posto il km 0, il percorso scorrerà su strade prevalentemente pianeggianti per oltre 50 km. Qui potrebbe andare via la fuga di giornata, prima che il tracciato inizi a farsi più mosso. Dopo alcune ondulazioni non categorizzate, il primo vero ostacolo sarà l’Alto de las Coronas (8,3 km al 4,4%, max. 8,8%), GPM che assegnerà anche abbuoni in secondi. Da lì una discesa veloce lancerà verso gli ultimi 40 km: prima il lungo falsopiano centrale, con lo sprint intermedio di Isasa a -21,8 km dal traguardo, poi la rampa decisiva del Puerto de Belagua. L’ascesa finale misurerà 9,4 km al 6,3% di media, ma i dati sono ingannevoli. I primi 7 km si manterranno costantemente sopra il 7% (con picchi del 10%), seguiti da un tratto più pedalabile e da un ultimo km semplice che condurrà all’arrivo di El Ferial Larra Belagua.
Il percorso si presta a un copione simile a quello visto prima del riposo. Per questo, il grande favorito resta Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike), apparso nettamente superiore in salita. Il danese potrebbe tentare un nuovo assalto alla Maglia Roja e consolidare la sua posizione di forza. La Visma avrà anche alternative come Jorgenson, Kuss e Tulett, utili sia per azioni tattiche che come supporto al leader. A cercare di contrastarlo sarà ancora la UAE Emirates XRG di Joao Almeida, che ha dato segnali convincenti rispondendo agli attacchi del rivale. Il portoghese potrebbe decidere di muoversi in prima persona, oppure lasciare spazio a compagni come Ayuso, Vine o Soler, pronti a inserirsi in un attacco da lontano. Il britannico Tom Pidcock (Q36.5) ha dimostrato brillantezza sulle pendenze simili a queste e potrebbe sfruttare eventuali giochi tattici. Giulio Ciccone (Lidl-Trek) resta un nome da tenere d’occhio, capace di muoversi al momento giusto. Tra gli outsider anche Felix Gall (Decathlon Ag2R La Mondiale), scalatore puro che potrebbe inserirsi nella lotta per il successo. Attesi al rilancio Egan Bernal (Ineos Grenadiers) e Jai Hindley (Red Bull-Bora-Hansgrohe), mentre il giovane Giulio Pellizzari ha dichiarato di voler correre al servizio del compagno ma resta un potenziale jolly. Matthew Riccitello (Israel-Premier Tech) e Raúl García Pierna (Arkéa-B&B Hotels) proveranno a difendersi in chiave classifica generale, senza escludere attacchi mirati. Se il gruppo dovesse lasciare spazio, la tappa potrebbe sorridere ai coraggiosi. Lorenzo Fortunato (XDS Astana), insieme a Higuita, Tejada e Harold Martín López. La Bahrain Victorious potrebbe puntare su Buitrago e Tiberi, mentre il giovane Markel Beloki (EF Education-EasyPost) si è già messo in evidenza e potrebbe riprovarci, sostenuto da compagni come Quinn e Ryan. Altri nomi in cerca di gloria potrebbero essere Armirail e O’Connor, Dunbar, Frigo e Martinez. Da valutare infine le condizioni di Mikel Landa e di David Gaudu, quest’ultimo reduce da un avvio promettente seguito da un netto calo, ma sempre in grado di trovare il colpo giusto in una giornata positiva.



