9.2 C
Milazzo

Vuelta a España 2025 – Analisi 19a tappa – Rueda–Guijuelo (km 161,9)

Pubblicato il :

Rueda – Dopo quasi due settimane vissute all’ombra degli uomini di classifica e dei cacciatori di tappe, i velocisti tornano ad avere spazio alla Vuelta a España nella 19a frazione, 161,9 km da Rueda a Guijuelo, penultimo appuntamento adatto alle ruote veloci prima del gran finale di Madrid. Una tappa che sulla carta parla chiaro con l’arrivo in volata che è lo scenario più probabile, ma le ondulazioni nel tratto conclusivo potrebbero offrire spiragli anche a cacciatori di fughe resistenti. Il percorso, privo di GPM, non è tuttavia una passerella per i velocisti. Dopo un avvio in leggera salita, trampolino ideale per il tentativo di giornata, la strada si fa scorrevole per circa 40 km. Il gruppo affronterà poi tratti ondulati verso Fuentesauco, con un’ascesa dolce ma regolare fino ai -74 km dal traguardo. Qui inizierà una lunga fase di discesa e pianura che porterà al traguardo volante di Salamanca, situato a 58,9 km dalla conclusione. Sarà da quel punto che la corsa entrerà nella sua fase più delicata: strappi tra i -40 km e i -30 km, poi un falsopiano irregolare fino a 7 km dal traguardo. Dopo una breve discesa, gli ultimi 4 km verso Guijuelo proporranno una pendenza costante, seppur lieve, rendendo lo sprint finale più selettivo e adatto a corridori esplosivi. Dal punto di vista planimetrico, l’avvicinamento al traguardo sarà pulito, con l’ultima vera curva a poco più di 3 km dall’arrivo.

- Advertisement -

Le squadre dei velocisti dovranno assumersi grandi responsabilità per controllare la corsa. Jasper Philipsen (Alpecin-Deceuninck), già protagonista in questa Vuelta, resta il principale favorito, ma l’arrivo meno tradizionale potrebbe favorire altri interpreti. Ben Turner (Ineos Grenadiers), fresco di vittoria e preservato dai suoi compagni per la terza settimana, può dire la sua, così come Ethan Vernon (Israel-Premier Tech), sempre attivo ma ancora a secco. Mads Pedersen (Lidl-Trek), pur reduce da giornate difficili, resta un nome pesantissimo. Attenzione anche a Orluis Aular (Movistar), in crescita costante, ed Elia Viviani (Lotto), capace di sorprendere se riuscirà a gestire bene le fatiche accumulate. Bryan Coquard (Cofidis) e Jake Stewart (Israel-Premier Tech) rappresentano alternative solide, mentre giovani come Anders Foldager (Jayco AlUla), Nicolò Buratti (Bahrain Victorious) e Madis Mihkels (EF Education – EasyPost) potrebbero sfruttare il terreno movimentato per emergere. Non va però sottovalutata l’opzione fuga, alimentata dalla stanchezza generale e dalla difficoltà delle squadre a tenere chiusa la corsa. Passisti di livello come Filippo Ganna (Ineos Grenadiers), Remi Cavagna e Stefan Kung (Groupama-FDJ), Bruno Armirail (Decathlon AG2R La Mondiale) o Alec Segaert (Lotto) hanno tutte le carte in regola per provarci. Così come uomini generosi e d’attacco del calibro di Matteo Sobrero (Red Bull–Bora–Hansgrohe), Louis Vervaeke (Soudal Quick-Step) o Finlay Pickering (Bahrain Victorious).

- Advertisement -

Articoli Correlati

- Advertisement -spot_img
- Advertisement 4 -spot_img