Madrid – La Vuelta a España 2025 si concluderà con la consueta passerella madrilena, un appuntamento che mescola celebrazione e spettacolo, rito e battaglia. Dopo l’eccezione dello scorso anno con la cronometro conclusiva, l’ultima tappa torna infatti al suo copione tradizionale: percorso in linea, festeggiamenti iniziali per i protagonisti delle maglie, e volata finale nel cuore della capitale spagnola.

Il via verrà dato da Alalpardo, poco a nord-est di Madrid, per un totale di 103,6 km, distanza leggermente accorciata rispetto ai piani originali. I primi 50 km, ondulati ma privi di vere difficoltà, serviranno a dare spazio alle foto di rito, ai brindisi e agli abbracci tra i vincitori: Jonas Vingegaard
con la Maglia Rossa ormai al sicuro, Giulio Pellizzari trionfatore nella classifica degli scalatori, Mads Pedersen dominatore della Maglia Verde, e il giovane talento americano Matthew Riccitello con la Maglia Bianca sulle spalle. Il momento sportivo entrerà nel vivo una volta imboccato il circuito cittadino di Madrid, lungo 5,8 km e da ripetere nove volte. Qui la corsa si accenderà, tra tentativi di fuga e giochi tattici, ma il disegno stesso del tracciato pianeggiante, veloce, con tre inversioni a U che obbligheranno i treni dei velocisti a una perfetta precisione, lascia presagire un arrivo a ranghi compatti in Plaza de Cibeles. L’ultima curva a gomito, situata a ridosso dell’ultimo chilometro, rappresenterà l’imbuto decisivo, chi uscirà davanti da lì avrà in mano metà del lavoro. Sul fronte dei favoriti non ci sono dubbi. Jasper Philipsen (Alpecin-Deceuninck) ha dominato le volate in questa Vuelta con tre successi e una squadra ancora compatta attorno a lui. Il belga ha mostrato, come ormai da abitudine, una capacità eccezionale di leggere le situazioni e di finalizzare il lavoro dei compagni. Tutti gli occhi saranno puntati su di lui, ma il campo dei rivali è tutt’altro che arrendevole. Orluis Aular (Movistar), capace di progressioni di grande impatto, rappresenta forse l’insidia principale, anche se dovrà trovare il tempismo perfetto per avere la meglio. Ethan Vernon (Israel-Premier Tech), dopo l’opaca prestazione di Valladolid, avrà voglia di riscatto, mentre Elia Viviani (Lotto) punta a chiudere in bellezza una Vuelta segnata più dalle delusioni che dai sorrisi, con quel declassamento di dieci giorni fa che ancora brucia. Mads Pedersen (Lidl-Trek), che ha già in tasca la Maglia Verde, vorrà comunque onorare il finale, forte di una crescita progressiva nella terza settimana. Da non trascurare Ben Turner (Ineos Grenadiers), già a segno in questa edizione, più resistente che sprinter puro ma capace di approfittare di volate caotiche. Altri nomi da seguire sono quelli di Jenthe Biermans (Arkéa-B&B Hotels), Arne Marit (Intermarché-Wanty), e l’estone Madis Mihkels (EF Education-EasyPost), ancora alla ricerca di un colpo da prima pagina. Accanto ai velocisti puri, non mancheranno gli uomini pronti a tentare l’improbabile. In circuiti come quello madrileno, la storia della Vuelta ha già visto colpi di scena: basti pensare al blitz vincente di Philippe Gilbert nel 2012 o al tentativo di Filippo Ganna due anni fa. Proprio l’azzurro dell’Ineos potrebbe provarci di nuovo, magari in compagnia di corridori abituati all’azione da lontano come Remi Cavagna, Tim van Dijke, Ivan Garcia Cortina o Bob Jungels. Le squadre con pochi sprinter competitivi cercheranno di animare la corsa per ribaltare un epilogo che sulla carta appare già scritto.
Madrid dunque si prepara a salutare i campioni di tre settimane intense, montagne che hanno incoronato ancora una volta Jonas Vingegaard, colpi di scena che hanno esaltato Almeida e Hindley, e fughe memorabili culminate con il trionfo di Giulio Pellizzari. Ma prima della passerella finale e delle foto sul podio, ci sarà un ultimo spazio per la pura velocità. La Vuelta 2025 vuole chiudere con la sua firma più classica, un lungo sprint verso Plaza de Cibeles, tra la magia delle luci madrilene e l’eco delle volate leggendarie del passato.



