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Messina. Hikikomori l’isolamento sociale degli studenti: appassionato Convegno al Palacultura

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E’ possibile oggi una scuola coraggiosa e fuori dagli schemi, pronta a valorizzare tutti? è stata la domanda al centro del Convegno per la sensibilizzazione sul fenomeno dell’isolamento sociale volontario noto come Hikikomori, tenutosi al teatro del Palacultura di Messina.

L’incontro di grande rilevanza sociale, voluto dall’I.C. Salvo D’Acquisto di Messina, diretto da Pietro Ruggeri, insieme all’Associazione Hikikomori Italia, è stato organizzato e moderato dalla docente dello stesso Istituto Elisa Calabrò.

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Il complesso e delicato fenomeno dell’Hikikomori in crescita in tutto il mondo – in Italia si stimano più di centomila casi – purtroppo è ancora poco conosciuto e coloro che ne soffrono si sentono spesso soli e incompresi nel loro disagio.

Il grave disturbo si manifesta con il rifiuto della società, comportante, per i ragazzi, l’abbandono scolastico, spesso compensato dall’uso dei social media è accompagnato dall’inversione del ritmo sonno-veglia.

L’utile iniziativa ha fatto luce su tale fenomeno come azione di prevenzione primaria, basata sulla individuazione del disagio da parte della scuola, fornendo ai docenti preziose indicazioni per contrastarlo e affrontarlo al meglio.

La professoressa Calabrò, che è anche docente referente per il Comitato Scuola dell’Associazione Hikikomori Italia, ha spiegato come l’Hikikomori si intreccia con il bullismo, uno dei possibili fattori scatenanti della malattia, e quanto sia importante il ruolo degli insegnanti, considerati a volte dagli studenti la causa principale del loro ritiro dalla scuola, perché non empatici e incapaci di comprendere la loro sofferenza e tutelarli.

Da qui, l’indicazione di una maggiore attenzione della scuola alle necessità degli allievi, uscendo “coraggiosamente” dagli schemi attuali, che la rilegano – ha detto Calabrò – alle logiche imposte dal mercato, per divenire il luogo con al centro il loro benessere, che va ben oltre il semplice apprendimento, al quale sacrificare tutto il resto.

“Pazienza” e “assenza di giudizio” sono state conclusivamente le parole d’ordine consegnate alla scuola per affrontare efficacemente il problema, servendosi degli strumenti a sua disposizione (istruzione domiciliare, ospedaliera e digitale integrata), sebbene per il preside Ruggeri “la politica deve inquadrare il problema dal punto di vista sociale e disporre le risorse adeguate perché i fondi degli istituti sono esigui ed il volontariato non basta”.

Al convegno sono intervenuti, oltre allo stesso Ruggeri: Liana Cannata, assessore del Comune di Messina, che ha dato il patrocinio, Rosaria Corona Dirigente Scolastico –  Ufficio V Ambito Territoriale VII Messina ed Elina Valenti coordinatrice regionale degli psicologi dell’Associazione Hikikomori Italia.

Presente anche lo scrittore pedagogista Franco Blandi, che ha presentato la proiezione del suo cortometraggio “Ci andiamo?”, realizzato con la partecipazione degli studenti del Liceo “L. Sciascia” di Sant’Agata di Militello: “Marco, protagonista del film, vive isolato da mesi nella sua cameretta. Inutili gli sforzi della madre e della scuola di farlo tornare a vivere. Giuseppe, un educatore chiamato ad intervenire per aiutare il giovane ad uscire dal suo stato di isolamento, cerca di trovare un appiglio, un gancio, su cui far leva per riuscire a stabilire una relazione con Marco”.

In chiusura, la testimonianza di una mamma, la signora Enza La Terra, dalla quale si sono potuti cogliere i punti do forza del sistema di inclusione, ma anche quelli sui quali occorre intervenire istituzionalmente, con chiare linee guida, per non lasciare il buon esito alla discrezionalità degli attori.

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