Ieri venerdì 29 Novembre presso il prestigioso Palazzo d’Amico di Milazzo, innanzi un pubblico gremito, si è svolta una vera e proprio Lectio Magistralis sul grande Pier Paolo Pasolini.
Lo hanno egregiamente omaggiato tre esimi professori dell’Universita’ di Messina: Prof. Emanuele Broccio, Prof.ssa Katia Trifiro’, Prof. Federico Vitella, moderati dall’intellettuale Alessio Pracanica e invitati in occasione del 50° della scomparsa dello scrittore, dall’associazione culturale“ Città Invisibili” , molto attiva sul nostro territorio.

Si e’trattato di un evento di particolare rilievo, caratterizzato sia dalla autorevolezza e dalla competenza scientifica dei docenti, ma anche dagli intermezzi simpatici, seppur arricchiti da citazioni di alto livello culturale ,e interazoni col pubblico.
L’evento in apertura è stato caratterizzato dai saluti dell’assessore alla cultura di Milazzo Lydia Russo, la quale ha portato il saluto dell’amministrazione comunale, in occasione appunto del cinquantesimo anniversario della morte di Pasolini.
Riporto testualmente le sue parole: <<Ringrazio l’associazione “Città Invisibili” per l’impegno con cui continua a promuovere riflessione, cultura e memoria nella nostra città. Pasolini è stato un intellettuale scomodo, lucido, capace di leggere il suo tempo e, in modo sorprendente, anche il nostro. La sua voce – poetica, cinematografica, teatrale – continua a interrogarci e a ricordarci quanto la cultura sia uno spazio di libertà e responsabilità. Il mio ringraziamento va anche ai docenti dell’università di messina che oggi condividono con noi il loro sapere, contribuendo a restituire a Pasolini la complessità e la profondità che merita. Che questa serata sia non solo un omaggio, ma un invito a coltivare il pensiero critico, la bellezza e il dialogo: tre elementi essenziali per la crescita culturale della nostra comunità. Grazie e buon lavoro a tutti.>>
Ed io mi associo nel ringraziare dunque l’associazione Citta’ Invisibili ,capitanata da Santino Laganà, per aver organizzato questo momento di altissima portata culturale , dove è stato messo in risalto Pasolini per cio’ che è stato , ed è ancora (necessario): un uomo/artista dai poliedrici aspetti.
Pasolini il poeta con un linguaggio piu’ sentimentale , personale dal quale si evince un malinconico senso di colpa che si portera’ fino alla morte.“ La sua è una poesia che si distacca dall’imperante ermetismo del momento storico culturale italiano, dove la sua poetica ha un forte legame con la tradizione (la terzina dantesca, l’endecasillabo) e un lessico popolare che recupera tutto il meglio dello stesso realismo.”
Vedi le “Cenerei di Gramsci, e Poesia in forma di rosa” , dei quali ci ha regalato un intenso estratto il prof. Broccio.
Pasolini compositore teatrale che attinge dal teatro greco quella purezza e profondità delle sue tragedie: il suo è un teatro del logos, della parola e della ragione.Una parola poetica , che riflette continuamente si la poesia, ma essenzialmente riflette le sue istanze ideologiche , dove i personaggi altro non sono che i riflessi dello stesso autore.; come ci ha raccontato l’appassionata professoressa Trifirò.
Pasolini il neorealista, che scrive per il cinema, che possiamo definire un cinema d’arte ma dallo sguardo inquieto, come ci ha brevemente esposto per ultimo (ahimè per questione di tempo) il preparato e simpaticissimo prof. Vitella.
Un intellettuale a tutto tondo insomma, che seppur controverso, ermetico , dalla complessa poetica e di non sempre comprensibile linguaggio, egli rimane lo scrittore per eccellenza della Roma borghese ma soprattutto dei borgatari, delle prostitute, degli emarginati.
In un affascinante azzardo dicotomico, il confronto tra le due facce romane: periferia, icona del sacro, tra baracche di anime dannate, opposta a un centro fuori dal tempio, e la borghesia romana, nella sua involutiva normalità e noia, intrisa di quel consumismo figlio di un cieco capitalismo.
In buona sostanza la sua, possiamo riassumerla, senza però sminuirla, in una multiforme e prodigiosa attività artistica, in una pluralità di scelte espressive, oltre che di manifestazioni variegate anche sul piano esistenziale.
Ragione e passione, storia e natura, pensiero critico e pulsione non trovano mai in Pasolini una conciliazione stabile, ma permangono in uno stato di perenne dissidio, ed è proprio questa la sua grandezza, che a mio avviso, risulta sempre riduttivo condensarla in un paio d’ore di conversazione.
Appuntamento con le Città Invisibili al prossimo 12 dicembre con una altro interessante evento culturale.
(Lucilla Anzalone)












