Partiamo subito dal “balletto di cifre” sui partecipanti: 15.000 per gli organizzatori, 3500 per le forze dell’ordine, alla fine probabilmente si trattava di 6000/7000 persone fra Piazza Duomo e Piazza Unione Europea, con altre presenze temporanee in alcuni momenti del corteo, poi scoraggiati dal maltempo e andati via. contro l’opera. Una mobilitazione comunque storica per dire “No” al Ponte sullo Stretto. Un corteo descritto come “bellissimo, pacifista e non violento”, ha unito giovani, anziani, famiglie e studenti giunti da diverse regioni.


La più attesa, la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che non ha sfilato, è salita direttamente sul palco di Piazza Duomo facendo un attacco frontale al Governo. “Siamo qui a Messina per dire al governo di fermarsi su un progetto che il PD ritiene sbagliato e dannoso, sia dal punto di vista ambientale che sociale che economico”, ha tuonato Schlein. Il suo intervento ha citato in modo diretto le recenti motivazioni della Corte dei conti, definendole un macigno sull’opera. “Siamo di fronte a una violazione delle direttive europee, sia quella ambientale che quella che riguarda gli appalti. Il governo fermi il progetto del Ponte, ci sono violazioni molto gravi”, ha incalzato la leader Dem.

Il messaggio di Schlein a Meloni e Salvini è stato perentorio: “Vi dovete fermare e vi dovete scusare, per la vergogna di aver buttato 13 miliardi, sottraendo tutte quelle risorse a tutte le altre infrastrutture che aspettano”. La segretaria ha evidenziato il paradosso tra la spesa per il Ponte e le carenze infrastrutturali reali in Sicilia e Calabria, dove “non si riescono più a spostare con i treni e con le strade”.

Schlein ha poi allargato la critica alla gestione delle risorse, chiedendo quanti problemi avrebbero potuto essere risolti con quei 13 miliardi: dal piano casa mancante, in un Paese dove gli studenti pagano il 45% in più per una stanza, a una generale riqualificazione. “Quante cose si potevano fare… invece che la propaganda fallimentare di questo governo?”, ha concluso. Non è mancato un invito esplicito al presidente della Regione, Renato Schifani, a fare un passo indietro, a causa della delicata situazione politica siciliana e del numero crescente di assessori regionali indagati.

Il parlamentare di Avs Angelo Bonelli, in corteo al fianco di Leoluca Orlando, ex sindaco di Palermo, è stato fra i più acclamati dalla folla, e, nel suo intervento ha denunciato: “Salvini voleva sottrarre 14 miliardi di euro per le vere priorità del Paese. Un progetto vecchio di oltre trent’anni lo voleva spacciare per nuovo. Il pilone di Cannitello sta sulla faglia attiva, hanno violato e direttive europee, erano così arroganti che pensavano di poter fare quello che volevano. Oggi siamo qui per dire anche in nome del popolo italiano che un’altra Italia è possibile, perchè anche la Sicilia, la Calabria hanno bisogno di ferrovie, scuole, ospedali. Questa è una manifestazione del popolo del Sud che è stato ingannato da Salvini.”

Tra i partecipanti, la testimonianza di Giovanna Borgonaro, che ha sfilato ed ha seguito i comizi in prima fila, sottolineando la lunga resistenza della comunità: “Da 80 anni lotto contro questo progetto, prima di me mia madre scendeva sempre in piazza”. La signora Borgonaro ha lanciato un accorato appello alle nuove generazioni: “Questa è una battaglia che riguarda tutti, non possiamo restare indifferenti, dobbiamo scendere in piazza prima che altri soldi pubblici vengano sprecati in modo irreversibile”. Nonostante le difficoltà, si è detta fiduciosa, notando una “molta più partecipazione e consapevolezza da parte dei giovani” oggi in piazza.

Il coloratissimo corteo era partito alle 14.30 da Piazza Castronovo, tantissime le sigle, le bandiere, i gruppi, tutti uniti nel no alla colossale opera voluta dal Governo, gridando e cantando slogan anche divertenti, come ad esempio “Lo dice il pesce spada, lo dice il capodoglio, il Ponte sullo Stretto non lo voglio!”. Percorso della Vara, tutta la Via Garibaldi e la “virata” di Via Primo Settembre verso Piazza Duomo, mentre una parte dei manifestanti ha “saltato” i comizi per recarsi direttamente a Piazza Unione Europea, dove, ai piedi di Palazzo Zanca, sede del Comune di Messina, si sono esibiti alcuni musicisti. Purtroppo l’arrivo della pioggia ha costretto gli organizzatori a sospendere tutto in modo anticipato, già intorno alle 18.30.

In definitiva possiamo dire che si è trattato di un evento ben riuscito, compatibilmente con le precarie condizioni meteorologiche, adesso attenderemo gli ulteriori “passaggi” verso un’opera che da sempre divide… la vedremo mai? Chissà…


















