“Una interrogazione deve contenere una specifica domanda, non 15 come se si trattasse di interrogatorio. Pertanto sono pronto a rispondere al consigliere Maisano se mi indicherà quale è la domanda alla quale intende avere risposta”.

Il sindaco Pippo Midili ha risposto all’esponente di “Controcorrente” che nei giorni scorsi lo ha diffidato a riscontrare la sua interrogazione relativa alle spese ed incassi relativi all’evento “Mylae Gusti” dello scorso settembre, inviando la stessa nota per conoscenza anche alla presidenza del consiglio comunale e alla segretaria generale. Nel documento il sindaco contesta le modalità con le quali viene utilizzato lo strumento dell’interrogazione.
“Già lo scorso marzo – scrive Midili – avevo notiziato i consiglieri, il presidente del consiglio, il prefetto di Messina e l’assessorato regionale agli enti locali dell’impossibilità a rispondere a quelli che possono ritenersi veri e propri interrogatori che nulla hanno a che vedere con le interrogazioni consiliari. Il testo unico degli enti locali e altre normative specificano in maniera chiara cosa è una interrogazione e quali sono i contenuti della stessa. A dispetto di ciò e con la noncuranza classica di chi ritiene l’istituzione un luogo dove poter fare e sfare a proprio piacimento, il consigliere Maisano reitera ancora una volta un comportamento che andrebbe censurato già dagli organi interni del Comune. Ciò nondimeno ribadisco la massima disponibilità a rispondere all’interrogazione purché il consigliere indichi la domanda alla quale vuole risposta”.
Da ultimo il sindaco sottolinea che “le interrogazioni vanno indirizzate al sindaco e al segretario generale che ne verifica la legittimità cosa che invece solitamente non avviene perché ci sono sei/sette persone in indirizzo e tutti si sentono quasi in dovere di rispondere sottraendo importante lavoro che invece va fatto all’interno dell’ente”.



