Il bilancio dell’evento promosso dalla “Casa di Francesco”: tra ringraziamenti alle istituzioni e un appello alla città si traccia la rotta per il 2026. «Non c’è spazio per il degrado dove abita l’umanità».
C’è un’immagine che resta impressa dopo la conclusione della Festa dei Popoli: una tavola dove nessuno è rimasto fuori. L’evento, che ha animato la città tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 sotto l’egida della Regione Siciliana, non è stato solo una kermesse di colori, ma un momento di profonda riflessione sulla direzione che la comunità del Longano vuole intraprendere.


Visibilmente emozionata, ma ferma nelle sue convinzioni, la fondatrice della “Casa di Francesco”, la Presidente Antonella Scarpaci, ha parlato a nome dei volontari con parole che sanno di profezia e pragmatismo. «Viviamo in una società multietnica e lo sarà sempre più», ha dichiarato, sottolineando come la festa sia nata da un bisogno concreto: evitare che le barriere culturali o alimentari escludessero qualcuno. «Oggi ognuno porta un pezzo della propria storia e lo mette al centro della tavola comune. Questo è interscambio, questo è rispetto».
L’appello è stato duplice e coraggioso. Da un lato, un invito ai nuovi cittadini stranieri a curare e rispettare la terra che li accoglie; dall’altro, una sferzata ai barcellonesi: «Non possiamo lamentarci del degrado se siamo i primi a non amare il bene comune».

L’associazione non si riposa sugli allori e fissa già i traguardi per il nuovo anno. La missione si muoverà su due binari paralleli:
Mediazione Istituzionale: porsi come ponte ufficiale tra le comunità straniere e le istituzioni per una convivenza che vada oltre il colore della pelle o il credo religioso.
Ecologia Urbana: una scommessa sulla cura del quartiere Sant’Antonino, con azioni di pulizia che coinvolgano direttamente i residenti. «È motivo di gioia accogliere i bambini in spazi puliti e decorosi», spiegano dall’associazione.

Il successo della manifestazione è frutto di una sinergia che ha visto protagoniste le istituzioni e le realtà locali. Un ringraziamento particolare è andato all’Assessorato regionale alla Famiglia e all’Amministrazione Comunale. Grazie all’intervento dell’Assessore Nicola Barbera, gli spazi della sede sono stati riqualificati e illuminati tempestivamente grazie al lavoro delle ditte Verde Dinamico, GeRa Longano e agli operatori Dusty.
La presenza della Dott.ssa Anna Curcio, dell’Assessore Roberto Molino e il supporto di Roberto Isgrò testimoniano quanto il lavoro della Casa di Francesco sia ormai riconosciuto come un pilastro del welfare cittadino.

In un clima globale segnato da tensioni, il messaggio finale della Festa dei Popoli è un invito alla mitezza: «Serve chi costruisce ponti, non muri. Serve umanità». La Casa di Francesco, con le sue venti volontarie e il suo instancabile impegno, ha dimostrato che a Barcellona Pozzo di Gotto il futuro ha già iniziato a parlare la lingua della fratellanza.














