Compiute, nella mattinata di domenica scorsa, le operazioni per la bonifica del territorio dal residuato bellico rinvenuto nei giorni precedenti in un cantiere di via Migliavacca a Milazzo.

La complessa operazione, pianificata con più incontri tenutisi presso la Prefettura di Messina al fine definire le misure necessarie per consentire lo svolgimento delle attività di disinnesco dell’ordigno garantendo la massima cornice di sicurezza per i 1500 residenti evacuati, ha coinvolto vari Enti e Istituzioni a vario titolo competenti.
La bonifica da parte militari dell’Esercito dei 4° Reggimento Genio Guastatori di Palermo ha riguardato una bomba d’aereo da 250 libbre (circa 115 Kg) rinvenuta durante i lavori di scavo per la realizzazione di un fabbricato nel rione San Paolino, poi fatta brillare in una cava nel torrente Mela. Rimossa definitivamente dal cantiere la struttura di protezione denominata “camera di espansione” che ha consentito di ridurre il raggio di sgombero a soli 334 metri e, conseguentemente, l’impatto per la comunità.
Il Prefetto ha ringraziato tutti gli Enti e le Istituzioni interessate che si sono attivate per consentire le operazioni necessarie ad assicurare il corretto svolgimento dell’attività, a garanzia della sicurezza del personale coinvolto e dell’area circostante, nonché le Associazioni di volontariato che hanno supportato le componenti del sistema di protezione civile nell’assistenza alla popolazione e la cittadinanza milazzese che ha collaborato attivamente: “l’esito positivo della complessa operazione di bonifica è un esempio virtuoso di come le Amministrazioni e i cittadini sanno fare rete nei momenti di necessità, insieme”. Anche la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Fabiana Bambaci ha voluto esprimere un plauso a chi ha agito in prima linea “condannando” ogni forma di speculazione mediatica sulle attività del “Bomba Day” che si sono svolte regolarmente e non sono emerse situazioni di emergenza.
“Negli ultimi giorni ho letto commenti che mettono in discussione l’intera operazione di messa in sicurezza dell’ordigno bellico ritrovato il 4 gennaio a Milazzo.
Critiche spesso superficiali, che ignorano la complessità e la responsabilità di un intervento che ha coinvolto decine di professionisti e un coordinamento istituzionale imponente- spiega l’esponente della maggioranza-.
L’operazione non è stata improvvisata: è stata pianificata nei dettagli dalla Prefettura di Messina insieme al Comune di Milazzo, ai Comuni limitrofi, alla Protezione Civile, alle Forze dell’Ordine, ai Vigili del Fuoco, ai servizi sanitari e agli specialisti del 4º Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito Italiano. Parliamo di personale altamente qualificato che ha gestito un ordigno risalente alla Seconda guerra mondiale seguendo protocolli rigorosi per garantire la massima sicurezza.
È stata istituita una zona rossa con evacuazione obbligatoria, coinvolgendo centinaia di famiglie. Sono stati predisposti punti di accoglienza, assistenza sanitaria, controlli sulla viabilità, comunicazioni costanti con la cittadinanza e un monitoraggio continuo dell’area.
Tutto questo per evitare rischi e tutelare la vita delle persone”.
La consigliera Bambaci rincara la dose poiché “di fronte a un lavoro così complesso, leggere commenti che banalizzano, accusano o insinuano incompetenza è profondamente ingiusto.
Chi ha operato quel giorno ha assunto su di sé responsabilità enormi, lavorando con professionalità, sangue freddo e spirito di servizio.
Grazie a loro l’intervento si è concluso senza incidenti, restituendo alla città sicurezza e normalità.
Prima di criticare, bisognerebbe conoscere i fatti e riconoscere il valore di chi ha lavorato per proteggere tutti noi”. E conclude: “le polemiche sterili non aiutano nessuno.
Il Rispetto, invece, è il minimo che dobbiamo a queste Donne e a questi Uomini”.
(Giovanni Luca Perrone)



