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Giammoro, OTTO MESI di arresto per spaccio: UNA MILAZZESE VIENE ASSOLTA IN APPELLO

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Assolta dopo avere trascorso otto mesi di detenzione con l’accusa di essere una spacciatrice.

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I giudici della Prima sezione penale della Corte di Appello di Messina, hanno assolto la 40enne milazzese Federica Napoli, residente a Pace del Mela, dall’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, con la formula “perché il fatto non sussiste”. La sentenza, con contestuali motivazioni, è stata pronunciata dal Collegio riformando integralmente la decisione di primo grado del Tribunale di Barcellona. La donna, difesa dagli avvocati Tommaso Calderone e Carmelo Monforte, era stata condannata in primo grado a quattro anni e quattro mesi di reclusione, oltre a una multa di 20 mila euro, in relazione a un ingente quantitativo di droga, oltre 225 grammi di cocaina rinvenuta dai carabinieri nell’abitazione coniugale con annesso punto vendita di ortofrutta in località Giammoro, dove viveva con il marito, Salvatore Campo, nei cui confronti si è proceduto con separato procedimento.

I giudici d’Appello hanno ritenuto non dimostrato il concorso della Napoli nell’attività illecita escludendo vi fosse un sostegno consapevole, morale o materiale, alla detenzione e confezionamento della droga.

Secondo la Corte, come spiegato nelle motivazioni della sentenza, «la mera convivenza e la consapevolezza dell’attività del coniuge non sono sufficienti, in assenza di elementi concreti, a fondare una responsabilità penale a titolo di concorso». La sentenza ha inoltre disposto l’immediata liberazione dell’imputata, confermando però la confisca e la distruzione della droga sequestrata, trattandosi di misura obbligatoria per legge. Soddisfazione è stata espressa dai legali difensori, che ora annunciano l’intenzione di avviare l’istanza alla Corte d’Appello per ottenere la causa di risarcimento per l’ingiusta detenzione subita dalla loro assistita, scontata, da maggio 2025 a luglio, rinchiusa in carcere, e il resto per mesi ai domiciliari fino a ieri , per una vicenda poi rivelatasi priva di fondamento.

In genere, il risarcimento per questa causa viene stabilito in misura di 235,82 euro al giorno. Esiste un tetto, in base al massimo della pena prevista per un certo reato e se la detenzione è stata ai domiciliari il risarcimento è la metà dei 235 euro al giorno. Certo, non è facile ottenere questi risarcimenti, ma di fronte a una sentenza di assoluzione che smentisce le accuse precedenti – che hanno provocato anche la privazione della libertà di una persona – la Giustizia dovrebbe risarcire i danni che ha causato.

(Giovanni Luca Perrone)

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