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TORNA il tradizionale appuntamento con la FESTA DI SANT’ANTONIO ABATE a Novara di Sicilia il 17 E IL 18 GENNAIO 2026 

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I festeggiamenti in onore del grande Santo Anacoreta sono già iniziati domenica 11 gennaio, con la Settena in Suo onore che viene recitata ogni mattina alle 08.00 presso la Chiesa di Sant’Antonio.

 

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Un tempo, a Novara, i due grandi Santi festeggiati a gennaio Sant’Antonio Abate e San Sebastiano erano rivali! Lo erano … i quartieri, mentre invece le due chiese erano parrocchia e avevano lo stesso sacerdote.  Chi conosce la storia di Novara sa bene che essa vede vicende civili e religiose intrecciarsi in maniera irreversibile, la Solenne Apoteosi dell’Assunta celebrata lo scorso agosto ne è testimonianza. Così la ricchezza di questo legame si perpetua ancora oggi e per sempre nella direzione della costruzione dell’identità novarese.

La Chiesa di San Sebastiano, eretta nel XVI secolo era dei “galantuomini”, quella di Sant’Antonio Abate sorta tra il XV e il XVII secolo era legata al mondo “contadino”. Sant’Antonio infatti a Novara è particolarmente venerato come protettore degli animali.

Scrive Vincenzo Cartaregia nel libro La Chiesa di San Sebastiano Martire e le altre chiese scomparse: Per via della stagione invernale, al freddo intenso spesso si accompagnavano copiose precipitazioni piovane e/o nevose che condizionavano o impedivano la processione di Sant’Antonio o quella di San Sebastiano o entrambe. (…) Gli aderenti all’un partito scommettevano con gli aderenti all’altro sulla riuscita o sulla buona riuscita delle processioni (che ovviamente potevano non aver luogo o svolgersi con l’inconveniente di qualche intemperia o in una giornata di sole). Ma ciò che contava era l’assenza di precipitazioni! Se le due processioni andavano a buon fine, gli animi di tutti si chetavano, pur non mancando da parte di alcuni la sottolineatura di qualche particolare che poteva fare la differenza. (…) Se vinceva Sant’Antonio vi era delusione per i tifosi di San Sebastiano, se vinceva San Sebastiano veniva l’amaro in bocca ai sostenitori di Sant’Antonio. Ma per i vincitori, forte era l’euforia e pronte erano le battute ai danni dei vinti. Lo spirito degli scommettitori non sempre era pura goliardia. Le scommesse per alcuni avevano il risvolto monetario: le ultime sono state fatte ciascuna di £50. 

Nel corso del tempo, le varie vicissitudini storiche hanno portato alla “sopravvivenza” della sola Chiesa di Sant’Antonio (quella di San Sebastiano è stata demolita nel 1968) e della sua festa che in un rapporto reciproco tra devozione e grande partecipazione arriva fino ai nostri giorni come uno degli eventi religiosi più caratteristici del territorio novarese.

La festa, oggi, cerca di mantenere le celebrazioni tradizionali di un tempo pur non potendo sottrarsi a qualche tocco di necessaria modernità. Un tempo la festa di Sant’Antonio si celebrava con i suoi riti e costumi il 17 gennaio. Oggi invece si festeggia il 17 gennaio se cade di domenica oppure se giorno feriale, la domenica successiva. Le pratiche rituali continuano ad esistere. La Settena, la Benedizione del fuoco, “U du Uri”, “u viaggiu”, la Benedizione degli animali, la Sfilata dei cavalli, la Processione per le vie del paese del grande Santo Anacoreta.

La Benedizione del fuoco, tradizionalmente acceso nella torre campanaria, avverrà il 17 gennaio durante la Settena delle 08:00.

“U du uri” è una celebrazione che si chiama così perchè si svolgeva due ore dopo il tramonto, per consentire a chi lavorava la terra di tornare dai campi e poter così partecipare alla funzione, prevede la recita del Santo Rosario e la Litania Lauretana cantata, le preghiere e la benedizione con la Reliquia del Santo. Un tempo si svolgeva rigorosamente alla vigilia della festa di Sant’Antonio, adesso invece viene celebrato sia il 17 gennaio che alla vigilia della festa, quest’anno coincidenti. “U viaggiu” è il tragitto che ogni devoto di Sant’Antonio compie per portare un pezzo di legno ad ardere nel fuoco che viene acceso nel campanile della chiesa, per alimentarlo.

La benedizione degli animali, la sfilata dei cavalli e la processione si svolgono tutti dopo la Santa Messa della 10:00. Un tempo la sfilata dei cavalli si svolgeva alla vigilia della festa. Per molto tempo non è stata fatta. Nell’ultimo ventennio invece è stata ripristinata, così quando Sant’Antonio viene posizionato sotto il bellissimo arco a sesto acuto del portone centrale, i cavalli aprono la platea degli animali che saranno poi benedetti. Infine la processione del Santo per le vie del paese conclude la festa.

La Festa di Sant’Antonio Abate di Novara di Sicilia fa parte della Rete Italiana per la Salvaguardia e Valorizzazione delle Feste di Sant’Antonio Abate. https://reteitaliana.santantuono.it/

(Angela Pantano)

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