«In merito alle notizie giornalistiche pubblicate in questi giorni aventi ad oggetto l’avvio di un’azione di sfratto da parte della Fondazione Lucifero nei confronti dell’attività Paradiso sala ricevimenti di Milazzo – si legge in una nota diffusa dalla società subentrata da alcuni mesi – ci preme precisare, in sintonia con la stessa Fondazione, che non è stata avviata alcuna procedura di questo tipo nei confronti del “Paradiso”. Piuttosto, esisteva una poco rilevante posizione debitoria per canoni anticipati che è già stata gestita con la parte creditrice. L’attività in questi giorni non ha subito e ne subirà nessuna interruzione e tutti gli impegni assunti con i nostri clienti saranno rispettati con la massima professionalità, del resto i locali del “Paradiso” con un importante investimento sono stati rinnovati e modernizzati per una migliore e gradevole fruizione da parte della clientela». Un intervento ritenuto doveroso visto che – viene precisato dagli stessi gestori – dopo la pubblicazione della notizia

dell’iniziativa della Fondazione, si era creato «allarmismo o preoccupazione rispetto agli impegni cerimoniali presi con i clienti».
In realtà, il debito del “Paradiso” nei confronti dell’Ipab era di appena 13mila euro a differenza dell’altra location per eventi presente a Capo Milazzo, “La Baia”, i cui proprietari debbono versare ben 157mila euro per canoni e l’approvvigionamento dell’acqua dal pozzo della “Lucifero”. Un accordo con il commissario straordinario Francesco Mangano che aveva approvato le delibere di sfratto ai gestori morosi in assenza di riscontri alle intimazioni di pagamento. Una Ipab benefica che possiede alcuni dei terreni e dei palazzi più belli della Sicilia, soprattutto lungo il meraviglioso promontorio di CapoMilazzo, per un valore stimato in circa trenta milioni di euro, eppure versa da anni in una gravissima crisi economico-finanziaria.
(Giovanni Luca Perrone)



