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Messina. Via libera alla costruzione privata degli studentati “Centro” e “Archimede”: umiliazione per il Consiglio Conunale

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La Zona Economica Speciale (ZES) cambia le carte in tavola e dà il via alla costruzione degli studentati “Centro” e “Archimede”, che il Consiglio Conunale di Messina aveva bocciato, non approvando le deroghe ai limiti urbanistici, unico punto di propria competenza, contenute nei relativi progetti.

Lo fa sapere con una nota il consigliere PD Alessandro Russo, che spiega come tale conclusione sia stata tratta dalla decisione del TAR su il ricorso che la società costruttrice Zanklon S.r.l. aveva proposto al TAR per annullare le delibere del Consiglio comunale che avevano bocciato la costituzione degli studentati “Archimede” e “Centro”.

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“Lo scorso due febbraio – dice il consigliere Russo – il TAR di Catania, definitivamente pronunciando le sentenze n. 307/2026 e n. 308/2026, ha dichiarato la “cessata materia del contendere” sui ricorsi proposti dalla società Zanklon s.r.l.. In sostanza, il ricorso che la ditta Zanklon S.r.l. aveva proposto al TAR per annullare le delibere del Consiglio comunale che bocciarono gli studentati “Archimede” e “Centro” era fondato sulla motivazione che, stante l’autorizzazione ottenuta dalla ZES nazionale, non si sarebbe dovuto procedere a valutazione politico – tecnica del Consiglio comunale, subordinando di fatto l’efficacia di quell’ammissione al finanziamento PNRR alla votazione del Consiglio comunale di Messina”.

Ma qualcosa bel frattempo cambia, ed il Tribunale amministrativo ne tiene conto.

“Il TAR – continua Russo – preso atto che nel frattempo nello scorso mese e mezzo la Cabina di regia nazionale della ZES ha adottato dei nuovi provvedimenti autorizzativi dei progetti della Zanklon s.r.l. sostituendo i precedenti ed eliminando la condizione di subordinazione dell’efficacia alla valutazione del Consiglio comunale, ha fatto cessare il motivo di ricorso della ditta”.

Questo comporta che, allo stato, la società é legittimata a procedere con la costituzione degli studentati “Centro” e “Archimede”, oltre che del “Policlinico” unico che aveva ottenuto l’ok dell’Aula.

“Conseguentemente – conclude il consigliere PD – la pronuncia del TAR di Catania ha riaperto la strada alla realizzazione dei due studentati che il Consiglio comunale aveva bocciato per l’evidente impatto territoriale, urbanistico, viabile e antropico. Ciò che emerge, a questo punto, è innanzitutto la circostanza che la ZES, che in un primo momento aveva previsto opportunamente il coinvolgimento del Consiglio comunale, è tornata sui suoi passi ribaltando l’originario orientamento, concedendo pertanto l’autorizzazione al finanziamento e alla realizzazione bypassando il Consiglio comunale di Messina. In secondo luogo, emerge come la decisione della ZES superi le previsioni normative in materia di urbanistica e di politica del territorio che è di esclusiva competenza degli Enti Locali e, segnatamente, dei Consigli comunali. E non potrebbe essere che in questo modo, poiché è evidente che sul tipo di sviluppo urbanistico, sulla sua proiezione, sugli indirizzi da assumere in tema di edilizia, sia l’organo che governa il territorio a decidere delle sue sorti. Ecco infatti che, con un paradosso evidente ma soprattutto con un contrasto politico ancora più eclatante, la ZES decide oggi di bypassare il Consiglio comunale di Messina che, sul punto, a grande maggioranza e sulla base di ragioni molto argomentate, aveva deciso che quei progetti non fossero in linea con gli interessi della città di Messina. Un fatto politicamente molto grave e rilevante. Un precedente altrettanto pericoloso per l’autonomia del Comune nei suoi campi di azione. E’ per questa ragione che mi sono adoperato per chiedere nel più breve tempo possibile la convocazione in commissione urbanistica comunale l’audizione del vice sindaco e assessore al territorio, Mondello, del dirigente dell’urbanistica, Giuseppe Messina e della segretaria generale, Carrubba per comprendere se ci siano le basi e le motivazioni tecnico-giuridiche per resistere alla decisione del TAR, ricorrendo in superiori sedi giurisdizionali”.

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