Nel dibattito aperto dopo il recente caso del trapianto di un cuore che ha sollevato dubbi sulle modalità di trasferimento degli organi, la gestione del trasporto in Sicilia è al centro di un esame approfondito. Secondo Giorgio Battaglia, direttore della Rete trapianti della Regione Sicilia, “il sistema regionale segue un percorso strutturato” e sta integrando tecnologie sempre più avanzate per garantire sicurezza e qualità in ogni fase della logistica.

Il caso — partito dal trapianto di un cuore che, dopo il trasferimento da Bolzano a Napoli, è stato giudicato danneggiato — ha riportato sotto i riflettori l’intero sistema di trasporto degli organi. Le condizioni critiche di un bambino di due anni che ha ricevuto quell’organo hanno acceso il dibattito sull’efficacia delle procedure tecniche, sulla corretta conservazione e sui tempi del trasferimento.
In Italia, il trasporto degli organi è regolato da un documento approvato nel 2025 dalla Conferenza Stato-Regioni che definisce “Principi concernenti il coordinamento dei trasporti connessi con le attività trapiantologiche e requisiti inerenti al sistema di trasporto”. Questo testo stabilisce standard dettagliati per contenitori, responsabilità, tracciabilità e monitoraggio, con controlli rigorosi su ogni fase del tragitto.
Battaglia ha ribadito che in Sicilia la catena logistica è ben definita, con procedure chiare che coinvolgono il centro prelievi, il coordinamento trapianti e il centro ricevente. Ogni passaggio è registrato e verificato per garantire la tracciabilità completa dell’organo. Un elemento chiave delle dichiarazioni di Battaglia riguarda l’innovazione tecnologica: la Regione sta per completare l’acquisizione di apparecchiature che consentiranno il trasporto a cuore battente, mantenendo l’organo perfuso e monitorato come se fosse ancora nel corpo del donatore. Si tratta di una frontiera avanzata nel campo dei trapianti, che riduce drasticamente il rischio di danni e aumenta la possibilità di successo dell’intervento.
Inoltre, la Sicilia è tra le poche regioni italiane autorizzate alla donazione a cuore fermo, una procedura che amplia le opportunità di donazione e richiede competenze organizzative e tecniche specifiche. Sebbene il caso recente abbia richiesto verifiche approfondite sulle modalità di trasferimento dell’organo, Battaglia ha sottolineato l’importanza della trasparenza e della responsabilità professionale. “La fiducia nel sistema deve esserci. Un episodio come questo non deve incrinare la fiducia nel nostro sistema. Allo stesso tempo noi medici dobbiamo imparare a dire ‘abbiamo sbagliato’, quando accade, perché la trasparenza e il senso di responsabilità sono parte integrante del nostro lavoro”, ha affermato, ricordando che gli operatori sanitari devono riconoscere eventuali errori per migliorare continuamente le pratiche.
Il dibattito in corso ha messo in evidenza come logistica, tecnologia e organizzazione sanitaria siano elementi cruciali nel mondo dei trapianti. Normative aggiornate e protocolli rigorosi stanno contribuendo a rendere il sistema italiano e siciliano sempre più efficiente, con l’obiettivo di salvare vite e garantire interventi tempestivi e sicuri.
(Giovanna Riccardo)



