Si sono spente le luci sulle Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina, e il bilancio per i colori azzurri è di quelli che fanno battere il cuore, anche se resta un piccolo retrogusto amaro per un sorpasso subito proprio nelle ultime curve.
L’Italia chiude la rassegna a un passo dal podio nel medagliere generale. Dopo aver sognato in grande, occupando per larga parte della competizione, la terza posizione, infine chiude al 4° posto. Un risultato eccezionale che conferma l’Italia tra le superpotenze mondiali dello sport paralimpico, nonostante il sorpasso subito “in extremis” da parte degli avversari.

Se l’Italia brilla, lo deve soprattutto al suo diamante più prezioso: Giacomo Bertagnolli. L’atleta azzurro ha messo la firma su un finale di stagione travolgente, portando il medagliere complessivo dell’Italia a quota 16. In un incredibile “uno-due” sulla neve, Bertagnolli ha dimostrato di non avere rivali: un nuovo
oro nello Slalom Uomini VI. Una prova di forza e tecnica pura che lo ha visto trionfare nella categoria Vision Impaired.
Bronzo nella Discesa Uomini VI: nonostante la velocità folle, Giacomo (sempre guidato magistralmente da Andrea Ravelli) ha strappato un terzo posto che pesa come un macigno.
A leggere i nomi si potrebbe fare confusione, ma la realtà è una sola: è sempre lui. Con queste ultime due perle, che si aggiungono all’oro conquistato all’inizio dei Giochi, Bertagnolli chiude la sua spedizione personale con un bottino di 3 medaglie complessive. Un tris d’assi che lo consacra leggenda vivente dello sci alpino e che regala all’Italia un finale di Paralimpiade da incorniciare, tra gli applausi del pubblico di casa.
(Loredana Aimi)



