Ci sono ferite che il tempo non rimargina, ma che la fede e la memoria riescono a trasformare in testimonianza. Oggi, 7 aprile 2026, la comunità di San Marco, nel comune di Novara di Sicilia, si ferma per onorare il sesto anniversario della scomparsa di Orietta Puglisi, l’infermiera che per anni è stata molto più di una professionista sanitaria: è stata l’anima pulsante della frazione novarese.


La storia di Orietta è quella di un “calvario” vissuto a testa alta. Colpita da un male incurabile, ha affrontato la sofferenza con una dignità fuori dal comune, sorretta da una fede incrollabile. Chi l’ha conosciuta la ricorda come un esempio di resilienza: una donna che, pur nel dolore, non ha mai smesso di cercare il conforto del Signore, lasciando un vuoto immenso tra i colleghi, gli amici e i parenti che l’hanno amata.
Per onorare la sua memoria, la comunità si ritroverà oggi alle ore 18:30 presso la Chiesa di San Marco per una solenne Celebrazione Eucaristica. Sarà un momento di raccoglimento per restituire, almeno in parte, quell’amore che Orietta ha seminato durante la sua vita.

Ma il ricordo di Orietta non si esaurisce tra le mura di una chiesa. Come confermato dal cugino Giuseppe, la sua eredità professionale e umana continuerà a vivere attraverso la medicina. È infatti già in fase di organizzazione il prestigioso convegno medico che si terrà il prossimo 4 settembre, nel cuore della settimana liturgica dedicata al patrono San Marco Evangelista. L’evento, diventato ormai un appuntamento scientifico di rilievo, rappresenta il modo più alto per trasformare una perdita dolorosa in un’opportunità di crescita e approfondimento per tutta la comunità medica e civile.
“Orietta ha lottato con la forza che solo Dio può dare.” Oggi San Marco non piange solo un’infermiera stimata, ma celebra il coraggio di una donna che ha saputo trasformare la propria croce in un faro per gli altri.



