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A20, MORI’ PRECIPITANDO dal viadotto di Archi: CONDANNATI DUE DIRIGENTI DEL CAS

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Per due dirigenti del Consorzio autostrade siciliane arriva la condanna dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto per la morte del commercialista 36enne catanese Santi Castorina, precipitato da oltre 15 metri di altezza nella scarpata sottostante con la sua Land Rover e il rimorchio dal viadotto Saija Archi al confine tra San Filippo del Mela e Pace del Mela lungo la carreggiata A20 Palermo–Messina, al chilometro 36+510 ,il 16 giugno 2021. Il 36enne morì sul colpo, mentre il passeggero, un 33enne, rimase gravemente ferito.

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La giudice Noemi Genovese, in composizione monocratica, ha inflitto a Luciano Bastino, 59 anni di Reggio Calabria e Dario Costantino, 67 anni di Catania , entrambi residenti a Itala, la pena di un anno e sei mesi di reclusione, con riconoscimento delle attenuanti generiche e speciali e sospensione condizionale della pena.

Assolto invece il funzionario direttivo del Cas Giulio Mungiovino, 59 anni, residente a Malvagna, con la formula più ampia, “perché il fatto non sussiste”.

Secondo l’accusa, i due dirigenti avrebbero agito in cooperazione colposa con l’ipotesi di omicidio colposo aggravato. A Bastino, funzionario direttivo responsabile dell’assistenza al traffico e della sicurezza nella tratta A20 tra la barriera Nord e Buonfornello, nonché dirigente dei servizi manutenzione e opere a verde tra Tremestieri e Barcellona Pozzo di Gotto, veniva contestata l’omissione di controlli e attività di vigilanza sul tratto autostradale interessato dall’incidente.

Costantino, dirigente dell’area tecnica e di esercizio e responsabile del controllo delle strutture e della manutenzione dei fabbricati, è stato ritenuto colpevole di negligenza, imprudenza e imperizia, oltre a violazioni delle norme sulla sicurezza della circolazione stradale. Il Tribunale ha stabilito che tali omissioni hanno determinato l’incidente mortale che gli imputati avrebbero dovuto prevenire in relazione ai loro incarichi e alle norme interne del Cas .

Oltre alla pena detentiva, il Tribunale ha disposto per Bastino e Costantino il pagamento delle spese processuali e, in solido con il responsabile civile, il risarcimento dei danni alle parti civili, da quantificare in separata sede. È stata inoltre fissata una provvisionale immediatamente esecutiva di 10mila euro per ciascuna parte civile, oltre al rimborso delle spese legali sostenute. La giudice ha stabilito novanta giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati: Orazio Carbone (Bastino), Ketty Terranova (Mungiovino) e Palmira Mirella Viscuso (Costantino).

(Giovanni Luca Perrone)

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