La nuova “tappa” del ciclo “Archivio Discontinuo” trasforma una vetrina in un varco temporale. L’artista Giulio Polloniato mette a nudo l’anima cruda del territorio in un dialogo tra passato liberty e presente materico.

C’è un vicolo, a Barcellona Pozzo di Gotto, dove il tempo sembra aver trovato un modo diverso di scorrere. Si chiama Vicolo I Mandanici. Qui, tra le pieghe dell’architettura urbana, si affaccia una finestra che non guarda semplicemente verso l’interno di una stanza, ma verso un “mondo altro”. È la vetrina di Discontinuo, spazio di creazione che oggi torna a vibrare con il progetto “Archivio Discontinuo”.

Il progetto non è una semplice retrospettiva. È il racconto organico di quattro anni di residenze artistiche (2018-2021) che hanno trasformato la città in un laboratorio a cielo aperto. Ogni opera esposta è un dono, un frammento di memoria lasciato dagli artisti che hanno abitato questi spazi. Oggi, il protagonista di questo passaggio è Giulio Polloniato con la sua installazione: La stanza di Giulio.
L’opera di Polloniato è una “poetica trasposizione di un fatto”. L’artista ha scavato letteralmente nel ventre del territorio, recuperando l’argilla dalla cava locale per trasformarla in una pelle vivente. Entrare (anche solo con lo sguardo) nella sua stanza significa partecipare a un atto di svelamento. Polloniato ha rivestito il pavimento originale in stile liberty con una sottile lastra di terra cruda, per poi “scrostare” via un parallelepipedo. Il risultato? Un contrasto magnetico: la geometria perfetta delle mattonelle storiche emerge dal fango, come un tesoro archeologico appena scoperto.

“Volevo che lo spettatore potesse sentirsi altrove, stranito e coinvolto,” spiega l’artista. “L’argilla cruda è stata la strada meno calpestata, un modo per essere ‘altro da sé’ durante la residenza.”
Nell’angolo della stanza, un mocio in ceramica e dei caschetti appesi alle pareti rompono l’illusione museale. Richiamano il lavoro manuale, il sudore della creazione e l’ambiguità del reale. È un omaggio all’incuria delle zone abbandonate della città e, allo stesso tempo, alla loro rinascita attraverso l’arte. Quello che per molti è “sgretolamento”, per Polloniato è una forma fisica del pensiero.

Il ricordo dell’artista si lega non solo alla materia, ma alla convivialità siciliana: “Ricordo la sensazione di aver scovato un tesoro nascosto. Ma ricordo anche i legami, i momenti con il collettivo Flock, Vincenzo e Luisa… le lunghe passeggiate, gli innumerevoli arancini e il sentirsi innamorato del paesaggio.”
Oggi il lavoro di Polloniato si è evoluto verso il suono, la fotografia e la performance, ma quel “tool” della ceramica, perfezionato tra le mura di Discontinuo, resta un pilastro della sua cassetta degli attrezzi creativa.
INFO UTILI
La mostra “La stanza di Giulio” è un invito a fermarsi, a guardare attraverso il vetro e a riscoprire la bellezza della materia che ci calpesta.
Dove: Vicolo I Mandanici, Barcellona Pozzo di Gotto (ME)
Quando: Dal 12 gennaio al 28 febbraio
Web: www.giuliopolloniato.com



