C’è un profumo nuovo che si mescola alla salsedine tra i vicoli di Vaccarella. È il profumo della storia che torna a respirare. Dopo oltre sette decenni di attesa e silenzio, l’ex asilo Calcagno ha riaperto ufficialmente le sue porte, non più come semplice edificio, ma come custode della memoria collettiva: nasce “ASYLUM”, il Museo delle Arti Marinare.


Il taglio del nastro non è stato solo un atto formale, ma una vera e propria restituzione identitaria. Il sindaco di Milazzo Pippo Midili, visibilmente emozionato, ha voluto sottolineare il peso storico dell’evento: «Stasera rendiamo omaggio al senatore Calcagno, che donò questa struttura alla comunità. Dopo 72 anni, restituiamo alla città un pezzo della sua storia e un simbolo della nostra anima marinara. È un segnale forte: conoscere le proprie radici è l’unico modo per costruire il futuro dei nostri figli».

Un traguardo che pareva utopistico, raggiunto grazie a una sinergia politica che ha visto in prima linea l’on. Pino Galluzzo e il sostegno dell’on. Nello Musumeci. Proprio Galluzzo ha lodato la tenacia dell’amministrazione Midili, capace di non perdere la bussola neanche durante le tempeste della pandemia.

Se il contenitore è storia, il contenuto è visione. Sotto la Direzione Artistica di Giuseppe La Spada, il Museo rompe gli schemi della staticità per diventare un’esperienza sensoriale e dinamica. Tante le opere dell’artista che ha ricoperto un ruolo fondamentale nella creazione di ASYLUM.
Il percorso museale è un dialogo costante tra passato e avanguardia: la “Sala delle Tradizioni”, omaggio ai pescatori, evocato attraverso la suggestiva “mezza luna”; le “Installazioni Immersive”, opere contemporanee che rileggono il legame atavico tra l’uomo e il mare; lo “Spazio Kids” con laboratori educativi, acquari e opere animate per insegnare ai più piccoli il valore del territorio.

«Abbiamo voluto preservare l’essenza di questo luogo, che nella memoria resta un asilo», spiega La Spada. «Le tradizioni rischiano di svanire; noi abbiamo la responsabilità di traghettarle nel futuro attraverso nuovi linguaggi». Una parte importante è quella dedicata all’arte contemporanea con alcune presenze illustri, quali Schifano, Guttuso, Mirò ed il “nostro” Emilio Isgrò.

L’ex asilo Calcagno non sarà un freddo deposito di cimeli. L’obiettivo dichiarato è quello di un laboratorio vivo, capace di rinnovarsi di mese in mese con nuove visioni e contaminazioni artistiche. Milazzo oggi non celebra soltanto il recupero di un immobile di pregio, ma rivendica la propria scelta di campo: trasformare l’identità marinara in una concreta opportunità di sviluppo culturale e turistico. Un nuovo inizio che sa di speranza, orgoglio e, finalmente, di mare restituito alla sua gente.



