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Barcellona, L’AVV. FILIPPO BARBERA ALL’I.C. “FOSCOLO” per la “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”: FLASHMOB E PERFORMANCES NEI GIORNI PRECEDENTI

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In occasione della “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” del 25 novembre si è conclusa, nell’ambito del progetto “Pari Opportunità”, coordinato dalla referente professoressa Alesci Lara, nella mattinata di ieri, 27 novembre, il denso programma di attività messo in atto dal noto Istituto di Scuola Secondaria di Barcellona Pozzo di Gotto “U. Foscolo”. Dopo il flashmob organizzato dagli alunni nel cortile della scuola, dal titolo” Mi amo troppo per stare con chiunque” di giorno 25, sulle note della canzone “Vietato morire” di Ermal Meta, dedicata a Sara Campanella, sono seguite giorno 26, varie performances degli alunni nel plesso “Merì” nel corso della manifestazione” Se ti ruba il sorriso non è amore”; alle 10:30 tutti gli alunni dei plessi di scuola secondaria “Foscolo” e “Portosalvo” hanno avuto modo di incontrare l’avvocato Filippo Barbera, legale della famiglia Campanella nella palestra-auditorium ricca di cartelloni e trascrizioni di tante parole “gentili” preparate nei giorni scorsi, davanti a una grande installazione pop-art recante il nome SARA, realizzata dai docenti di Arte Sabina Bruzzese e Giuseppe Orlando, che faceva da cornice all’intera palestra.

Dopo i saluti della Dirigente prof.ssa Felicia Maria Oliveri e l’introduzione della prof.ssa Alesci, i ragazzi hanno posto al loro ospite numerose domande. Con adeguatezza e molta semplicità, l’Avvocato Barbera ha dapprima commentato il celebre audio nel quale Sara prendeva le nette distanze dal suo persecutore- assassino e poi ha risposto ai vari quesiti che spaziavano dal reato in sé ai chiarimenti sui risvolti giudiziari, ponendo l’accento sulla prevenzione del femminicidio attraverso la riconosciuta necessità di un percorso di educazione affettiva per le nuove generazioni.  Il dibattito dal titolo “Mi amo troppo per stare con chiunque” voleva dunque rappresentare, non una commemorazione di Sara, ma un grido di forza, coraggio e dignità contro la prevaricazione e l’indifferenza che uccide. Infine, con la promessa di una nuova visita della madre di Sara, commossa per l’attenzione rivolta alla vicenda divenuta emblematica, e con il canto corale di tutti i ragazzi, ancora sulle note di “Vietato morire”, inteso come inno alla vita contrapposto alla violenza e all’ossessione di un amore “tossico”, si è concluso l’incontro.

Fonti: Post della pagina Facebook dell’Istituto Foscolo e appunti, frutto della collaborazione della prof. Lara Alesci alla stesura dell’articolo.

(Giulia M. Sidoti)

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