14.8 C
Milazzo

Barcellona, PICCHIA LA MOGLIE davanti al figlio: MANCA IL BRACCIALETTO e va in carcere

Pubblicato il :

Un nuovo capitolo si aggiunge alla saga dei braccialetti elettronici, uno strumento utile come alternativa alla custodia cautelare, ma che, troppo spesso, si rivela un’illusione.

- Advertisement -

Il gip del Tribunale di Barcellona Giuseppe Caristia, su richiesta della Procura, ha disposto la misura cautelare nei confronti di un uomo di Barcellona, indagato per maltrattamenti e tentata violenza sessuale e lesioni aggravate ai danni della moglie, in un contesto che, secondo l’accusa, sarebbe stato segnato da condotte di sopraffazione e controllo protrattesi nel tempo (fino allo scorso anno) e in alcuni casi consumate anche alla presenza del figlio minorenne della coppia. In un caso l’uomo avrebbe colpito la moglie con uno schiaffo, provocandole un trauma al volto e alla regione periorbitaria, con prognosi di un giorno.

La richiesta di arresto è stata avanzata dal pubblico ministero Dora Esposito, del pool

Codice Rosso della Procura di Barcellona, delegata dal procuratore della Repubblica Giuseppe Verzera, al termine delle indagini confluite nel provvedimento cautelare. Ad eseguire l’ordinanza gli agenti del Commissariato di Pubblica sicurezza di Barcellona a cui sierarivol-

tala vittima.

Nell’ordinanza il gip evidenzia come, allo stato, la misura degli arresti domiciliari nella forma ordinaria non sia sufficiente a garantire un controllo costante sull’indagato e a prevenire il rischio di ulteriori episodi lesivi, anche in considerazione della

possibilità di impulsi improvvisi e incontrollati. Per questa ragione il giudice ha ritenuto che,

in assenza di un’immediata attivazione del braccialetto elettronico, l’unica misura adeguata e proporzionata sia la custodia cautelare in carcere, pur disponendo gli arresti domiciliari non appena il dispositivo di controllo sarà disponibile.

Venerdì scorso, nel carcere di Barcellona, si è svolto l’interrogatorio di garanzia. L’imputato difeso dall’avvocato Mirko Munafò, ha presentato istanza di scarcerazione e chiesto la concessione degli arresti domiciliari come misura meno afflittiva , così come nella richiesta originariamente avanzata dalla Procura di Barcellona. Il giudice si è riservato la decisione sul procedimento penale. Sul tema dei braccialetti elettronici, da tempo gli avvocati segnalano problemi crescenti. Troppo pochi i dispositivi rispetto alle richieste, tanto che vicende come quella del barcellonse si ripetono ciclicamente.

Fino a qualche anno fa, ci sono stati numerosi problemi anche legati al ritardo della procedura della gara d’appalto, e a seguire, altre criticità legate alla scarsità dei braccialetti elettronici (questione che non dipese in realtà da Fastweb, la ditta vincente, ma dal Ministero degli Interni), fino ad arrivare nel 2020 con il decreto Cura Italia che aumentò la richiesta di attivazione. Il 28 dicembre 2022, l’Amministrazione dell’Interno ha stipulato il contratto numero 30092, in vigore dal 1° gennaio 2023, per un servizio di «monitoraggio di soggetti mediante l’utilizzo di strumenti di sorveglianza elettronici, con servizi di monitoraggio, manutenzione correttiva ed evolutiva, nonché formazione, per un periodo di 45 mesi», al costo di 15.599.125 euro esclusa IVA. Durante la durata del contratto, l’Amministrazione non assume la proprietà dei dispositivi, ma paga un compenso per l’utilizzo singolo, fissato a 139 euro esclusa IVA.

In linea con il precedente accordo (stipulato il 14 dicembre 2017 dall’Amministrazione dell’Interno con un Raggruppamento Temporaneo di Imprese – RTI composto da Fastweb e Vitrociset, prorogato fino alla fine del 2022), il nuovo contratto prevede l’attivazione di 1.000 dispositivi al mese, con la possibilità di utilizzarne fino al 20% in più, per un totale di 1.200 dispositivi. Va sottolineato che per utilizzo si intende l’intero ciclo di vita di un braccialetto associato a un soggetto destinatario del provvedimento giudiziario, comprensivo dell’approvvigionamento, la distribuzione, l’attivazione, la manutenzione e la disattivazione del dispositivo.

(Giovanni Luca Perrone)

- Advertisement -

Articoli Correlati

- Advertisement -spot_img
- Advertisement 4 -spot_img