Una fine d’anno all’insegna dei cantieri e della pianificazione quella che vive Barcellona Pozzo di Gotto. In una serie di annunci ufficiali, l’Amministrazione Calabrò ha tracciato la rotta per il 2026, mettendo sul piatto finanziamenti per quasi un milione di euro destinati a sanare ferite aperte da oltre un decennio.

Il risultato più atteso riguarda senza dubbio la zona di Pozzo Perla. Con un finanziamento di 300.000 euro (fondi PR FESR Sicilia), l’Amministrazione darà il via alla messa in sicurezza della Saia Bizzarro e di via Pozzo Perla. Non si tratta di una semplice manutenzione: il progetto dice addio al cemento rigido del passato – che nel 2011 si sbriciolò come “cartapesta” – in favore dell’Ingegneria Naturalistica.
Saranno utilizzati gabbioni in pietrame, una soluzione flessibile e drenante capace di resistere alle sollecitazioni del Torrente Idria. «Restituiamo sicurezza e dignità a un quartiere che ha vissuto ore drammatiche sui tetti nel 2011», ha dichiarato il Sindaco Calabrò.
Proprio a ridosso del nuovo anno, è avvenuta la consegna formale dei lavori per il consolidamento di via Giacomo Leopardi. Un tratto nevralgico della città, simbolo del dissesto idrogeologico dal 2011 a oggi. Grazie a un investimento di 451.598 euro, finanziato tramite l’Ufficio del Commissario di Governo, l’impresa esecutrice avrà 170 giorni per mettere in sicurezza il costone e la sede stradale. La fine dei lavori è già fissata sul calendario: 17 giugno 2026.
Non solo assetto idrogeologico, ma anche cura degli spazi sociali. Il Comune ha ottenuto dall’Assessorato regionale alle Infrastrutture 150.000 euro per la manutenzione straordinaria della copertura del Palaberti. L’intervento risolverà definitivamente l’annoso problema delle infiltrazioni che ha penalizzato le società sportive locali. Un traguardo raggiunto grazie alla sinergia con i rappresentanti regionali, tra cui l’On. Pino Galluzzo e l’On. Alessandro Aricò.
«Un augurio speciale va a tutto lo sport barcellonese, dall’Igea alle squadre di basket», ha aggiunto il Sindaco, «affinché possano giocare in strutture degne del loro valore».



