Bullismo, trappole del web e l’arma della gentilezza: esperti e magistrati a confronto con i giovani di Barcellona Pozzo di Gotto per tracciare il confine tra scherzo e responsabilità penale.
Una frase fatta, pronunciata spesso con leggerezza per giustificare un’umiliazione o un gesto violento: «Stavo solo scherzando». È attorno a questo ambiguo paravento che si è snodato l’intenso incontro formativo tenutosi presso l’auditorium dell’Oratorio Salesiano, che ha visto protagonisti gli studenti delle classi terze dell’I.C. D’Alcontres-Balotta.


L’evento, fortemente voluto dalla Dirigente Patrizia Italia e coordinato dal referente prof. Rosario Andrea Cristelli, è stato organizzato dal Lions Club di Castroreale con il supporto della Camera Penale locale. L’obiettivo? Fornire ai ragazzi gli strumenti per navigare in un mondo dove il confine tra reale e virtuale è sempre più sottile e pericoloso.
Il Provveditore agli Studi di Messina, il prof. Leon Zingale, ha aperto i lavori sottolineando come la scuola debba «educare alla bellezza» come prima forma di prevenzione. Un concetto ripreso con forza dal Sostituto Procuratore Veronica De Toni, che ha tradotto il linguaggio austero della legge in parole vicine ai giovani, esortandoli a riscoprire il valore della «gentilezza» per evitare che un click o una parola di troppo si trasformino in un reato.
Il sociologo Francesco Pira ha tracciato una mappa dei rischi contemporanei: dall’abuso di videogiochi violenti (spesso vietati ai minori ma accessibili senza controllo) alle pericolose “sfide” virali, fino ai meandri oscuri del dark web. Il messaggio è stato chiaro: la rete non dimentica e le conseguenze delle proprie azioni possono essere indelebili.
Particolarmente toccante l’intervento della prof.ssa Simona Iannicelli, che ha invitato i ragazzi a scegliere tra l’essere «meteore» in cerca di una celebrità effimera o diventare veri rappresentanti di civiltà, seguendo l’esempio di coraggio lasciato dai giudici Falcone e Borsellino.
L’incontro non finisce tra gli applausi dell’auditorium. L’avvocato Sebastiano Campanella ha chiuso i lavori con un monito diretto anche alle famiglie: «Imparate a vivere civile». Ora la palla passa agli studenti presenti: saranno loro, in veste di portavoce, a riportare i contenuti e le riflessioni nelle proprie classi, trasformando una mattinata di studio in un seme di cambiamento per tutto l’istituto.



