Non è solo un gioco di parole, ma un vero e proprio manifesto civile. “Un giornale al giorno toglie l’ignoranza di torno”: con questo motto, l’Arch. Marcello Crinò ha dato il via a un evento unico nel suo genere, ospitato sabato scorso nei locali dell’Università della Terza Età, per lanciare un grido d’allarme e, al contempo, un atto d’amore verso la stampa quotidiana.


L’incontro, aperto dai saluti della Rettrice, la Prof.ssa Tanina Caliri, ha messo al centro una tematica scottante: l’emorragia di lettori che sta colpendo le testate giornalistiche. «Siamo di fronte a un fenomeno preoccupante», ha spiegato Crinò, sottolineando come la crisi del cartaceo non sia solo economica, ma soprattutto cognitiva.
A differenza della lettura frammentata e veloce del digitale, il quotidiano cartaceo viene descritto come uno strumento di “lettura profonda”. Secondo Crinò, sfogliare le pagine di un giornale stimola la concentrazione e permette di metabolizzare concetti complessi che lo scrolling infinito dello smartphone rischia di polverizzare.
«La stampa svolge un ruolo formativo cruciale dal punto di vista culturale, civile e morale», ha ribadito Crinò durante la sua relazione. Il giornale non è visto come un semplice oggetto di consumo, ma come un vero e proprio pezzo di storia che si rinnova ogni ventiquattr’ore, una bussola necessaria per orientarsi nel caos dell’informazione contemporanea.
Il momento clou dell’evento è stato la rassegna stampa dal vivo. Crinò ha messo a confronto diverse testate — dalla dimensione locale della Gazzetta del Sud, del Giornale di Sicilia e de La Sicilia, fino ai grandi nomi nazionali come Corriere della Sera, Repubblica e Avvenire. Attraverso la comparazione dei titoli e delle diverse linee editoriali, è stata dimostrata l’importanza del pensiero critico: leggere più voci per formarsi un’idea propria, autonoma e consapevole degli eventi. Un esercizio di democrazia che, partendo dall’edicola, punta a ricostruire il tessuto civile della comunità.
L’evento di sabato ha confermato che il giornale, nonostante le sfide tecnologiche, resta un baluardo contro l’approssimazione. Se “un giornale al giorno” può davvero curare l’ignoranza, l’iniziativa di Marcello Crinò rappresenta la ricetta ideale per una società più consapevole.
Chiudiamo con una proposta/invito all’amico Marcello Crinò: una (prossima) lezione sui giornali on line del nostro territorio e non, che sicuramente non avranno il “fascino” del quotidiano di carta, ma che rappresentano un pezzo importante dell’informazione dei nostri tempi contemporanei, ben diversa, ad esempio, dai social, dove regna effettivamente un “caos disinformativo”, mentre in un giornale on line vi scrivono giornalisti iscritti all’ordine e praticanti, che devono (dovrebbero…) attenersi alle regole deontologiche della professione.



