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CHIUSE LE CELEBRAZIONI per i 125 anni delle FMA a Barcellona. L’ex via Manganelli INTITOLATA ALLA BEATA MORANO

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Un servizio voluto dalla Provvidenza.

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Sabato sera, a conclusione della Celebrazione dei 125 anni di presenza ed attività delle Figlie di Maria Ausiliatrice, è stata ricordata con una lapide la fondatrice dell’opera, la Beata Maddalena Caterina Morano e a lei intitolata la ex via Manganelli.

L’evento è stato preceduto dalle significative parole del Vicario Foraneo P. Giuseppe Turrisi e dalla sua benedizione all’interno dei locali del teatro dell’istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice “Nicolaci Bonomo” alla presenza del sindaco avv. Pinuccio Calabrò e di altri religiosi e fedeli.

La benedizione della lapide commemorativa ha avuto luogo, invece, all’esterno sotto una pioggia a dirotto che non ha impedito ai fedeli, soprattutto salesiani, di essere presenti e partecipi.

Il giorno successivo, ieri mattina, domenica 30 novembre, con la gioia che di solito segue un evento da ricordare, Sicilia Tabloid è stata accolta nella persona di Giulia Maria Sidoti, dalle suore che da anni mandano avanti con forza, capacità e tenacia l’opera e le attività dell’Istituto: Suor Concetta Amodeo, Suor Maria Ansaldi, Suor Marilena Mercurio e Suor Ninfa Cocuzza (nella foto da sx a destra).

Le suore ci hanno concesso un’intervista che ha posto in evidenza il significato che per loro la celebrazione ha avuto, soprattutto l’aver ripercorso la storia, anche la loro, delle FMA a Barcellona Pozzo di Gotto. Suor Marilena ha indicato, appeso al muro, l’atto con cui il Comune stesso di Barcellona P.G. volle porre in atto la prima convenzione del 1899 per l’asilo, da cui molte cose presero l’avvio e l’aver, anche, messo in luce, la peculiarità del servizio come un compito assegnato e una manifestazione della Provvidenza, che ha voluto che già allora, da parte dei Nicolaci-Bonomo fino ad oggi, si conviva con i beneficiati, accompagnando la loro crescita, sviluppo e formazione, così come i due nobili coniugi fecero per le prime 12 fanciulle, tra le orfane più povere, come fossero state figlie legittime, dopo la morte delle loro, tanto che le crebbero, le istruirono, le educarono con affetto e le dotarono fino al matrimonio.

Questa intuizione, giunse in seguito come conseguenza quasi soprannaturale, infatti ambedue i coniugi Nicolaci e Bonomo, furono guidati da uno stesso sogno avuto, identico e separatamente, in cui i due nobili vennero separatamente visitati dalle figlie defunte che espressero la volontà che la loro casa fosse votata ad assistere i poveri e gli orfani, che in origine erano solo fanciulle dal futuro incerto;  questo sta a testimoniare, per i credenti, il disegno di una volontà divina, di una provvidenza superiore che ha commendato al carisma salesiano e a Barcellona Pozzo di Gotto, questo compito che ancor oggi viene assolto con Carità e Amore.

(Giulia M. Sidoti)

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