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“Ciao, potresti prestarmi 860 euro”, ANCHE A MILAZZO LA NUOVA TRUFFA su Whatsapp

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“Ciao, potresti prestarmi 860 euro? Devo pagare urgentemente il notaio ( o dentista) e ho problemi con la carta. Te li restituisco stasera”. A una prima lettura è evidente che si tratti di una truffa. Eppure, a ben pensarci, ciò che inquieta davvero è quanto sia diventato semplice accedere ai nostri dati personali, entrare nei nostri profili e comunicare come se fossimo noi.

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È così che si diffonde una nuova truffa su WhatsApp: un contatto presente nella nostra rubrica – un amico, un parente, un collega –, il cui profilo è stato evidentemente hackerato, ci scrive chiedendo con urgenza una somma di denaro per un pagamento imprevisto. Cadere nell’inganno sembra difficile, ma potrebbe comunque accadere.

Negli ultimi giorni sono già arrivate numerose segnalazioni dal comprensorio di Milazzo su questo tentativo di raggiro così come in diverse città italiane: molti i lettori di “Sicilia Tabloid” a contattarci. I criminali riescono ad appropriarsi dei nostri profili ma ci sono strategie per difendersi.

Il truffatore utilizza il profilo hackerato della vittima. Viene richiesta una somma di denaro precisa, spesso per un pagamento urgente o un’emergenza improvvisa. Il messaggio fa leva sull’urgenza per evitare che la vittima abbia il tempo di verificare l’identità del mittente e sul fatto che il messaggio sembra provenire da un contatto conosciuto e fidato. In molti casi viene chiesto di effettuare un bonifico o una ricarica su conti non intestati al contatto reale. Una volta inviato il denaro, il truffatore interrompe ogni comunicazione. È la stessa polizia postale a informare di questa nuova truffa online che sfrutta l’hackeraggio degli account WhatsApp per ingannare gli utenti e sottrarre denaro.

L’hackeraggio avviene di solito tramite messaggi: si clicca su un link e il truffatore prende il controllo dell’account social con la lista dei contatti, che diventano potenziali vittime. I malintenzionati, dopo essere riusciti a prendere il controllo del profilo, iniziano a inviare messaggi ai contatti della vittima.

È la stessa polizia postale a spiegare cosa fare in questi e come cercare di difendersi.

Bisogna intanto verificare l’autenticità delle richieste di denaro, contattando direttamente la persona tramite una chiamata o un altro canale.

In seguito attivare la verifica in due passaggi su WhatsApp per aumentare il livello di protezione del proprio account (una procedura che si fa sulle impostazioni della app).

Segnalare e bloccare i messaggi sospetti direttamente all’interno dell’applicazione.

Informare tempestivamente il contatto qualora si sospetti che il suo account sia stato compromesso.

In presenza di richieste di denaro ricevute tramite chat – spiega la polizia postale – è fondamentale mantenere un atteggiamento prudente e verificare sempre l’autenticità del messaggio, anche quando sembra provenire da un contatto conosciuto. È importante prestare attenzione a link e comunicazioni inattese e tutelare i propri account evitando la diffusione di codici di verifica, credenziali di accesso o informazioni personali, che potrebbero essere utilizzate dai truffatori per perpetrare ulteriori frodi. La prudenza e la verifica diretta rappresentano strumenti fondamentali per evitare di cadere in questo tipo di truffe.

Questa strategia fa chiaramente leva sull’emergenza, sull’urgenza emotiva che potrebbe spingere la vittima ad agire senza riflettere.

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