Il leader di Sud chiama Nord replica duramente all’apertura del quotidiano messinese: «Operazione tossica di Lucio D’Amico. Il mio unico padrone è il popolo, non le lobby o i salotti del potere». Difesa a oltranza di Basile: «Lui è la parte migliore di me».

Non è un semplice botta e risposta, ma un vero e proprio scontro frontale quello che vede oggi protagonista Cateno De Luca. Nel mirino del leader di Sud chiama Nord finisce la Gazzetta del Sud, rea di aver pubblicato un’apertura di prima pagina – a firma di Lucio D’Amico – dal titolo “Messina, il diktat di De Luca: dimissioni e voto anticipato”. Per De Luca non si tratta di cronaca, ma di un’operazione politica «mascherata da informazione».
L’attacco di De Luca è diretto e senza filtri. Il “profeta”, come lo ha definito il quotidiano, accusa il giornale di utilizzare due pesi e due misure: «La Gazzetta decide quando devo andare in prima pagina: non quando porto risultati, ma quando devo essere messo sotto pressione», esordisce. Il riferimento è ai 36 milioni di euro ottenuti nella legge di stabilità 2026 per il trasporto pubblico messinese, una notizia che, secondo De Luca, è stata ignorata dal quotidiano nonostante mettesse fine a una discriminazione storica che durava dal 2012. «Avrebbero dovuto titolare: “De Luca cancella una vergogna”. Invece preferiscono costruire un racconto fatto di insinuazioni e terrorismo politico», attacca l’ex sindaco.
Sul presunto “diktat” che vedrebbe il sindaco Federico Basile pronto a dimettersi entro gennaio, De Luca smentisce la ricostruzione definendola un esercizio di pensiero spacciato per verità. L’onorevole difende poi la sua storia politica, ricordando che il commissariamento del 2022 fu ridotto a soli tre mesi proprio grazie alle sue dimissioni tempestive: «Ho scelto di assumermi la responsabilità per far votare subito la città. I messinesi hanno apprezzato quel gesto con un plebiscito per Basile al primo turno».
De Luca rispedisce al mittente anche lo slogan “meglio il peggior sindaco che il miglior commissario”: «Ho ereditato una città con 555 milioni di debiti, sommersa dai rifiuti e dalle baracche. Era questo il risultato dei “migliori sindaci” del passato difesi dal sistema?».
Uno dei punti più caldi della replica riguarda il trattamento riservato all’attuale sindaco. De Luca definisce «indegna» l’insinuazione secondo cui Basile agirebbe senza autonomia: «Ma come vi permettete? Federico Basile è la parte politica migliore di me. Rispedisco al mittente ogni mela avvelenata volta a mettere in discussione la sua ricandidatura».
Infine, De Luca chiarisce la natura dell’evento di Caltagirone, citato dalla Gazzetta come teatro del presunto annuncio: «Lì parleremo del futuro della Sicilia e di cosa voglio fare da grande. Gli annunci su Messina si fanno a Messina, se e quando si devono fare, non quando lo decide un giornale che si comporta come un partito politico». La chiosa è un guanto di sfida lanciato ai poteri forti: «Le decisioni non saranno condizionate né dalla Gazzetta, né dalle lobby, né dai templi del potere. Non ci faremo intimidire».



