Oltre duecento persone presenti a fronte di una capienza autorizzata di circa novanta, uscite di sicurezza prive di vigilanza, impianti non sottoposti a verifica tecnica e assenza delle figure previste dalla normativa in materia di sicurezza. È questo il quadro emerso nel corso di un controllo effettuato nella notte dalla polizia commerciale della polizia municipale in una nota discoteca della zona sud di Messina.

Al termine delle verifiche, gli agenti hanno disposto la chiusura cautelare del locale, contestando al gestore violazioni amministrative per diverse migliaia di euro. Parallelamente, è stata avviata la valutazione per la trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria, alla luce della gravità delle irregolarità riscontrate.
Secondo quanto accertato, il numero dei clienti presenti superava di oltre il doppio il limite consentito dalla licenza. Una situazione resa ancora più critica dalla mancanza di vigilanza sulle uscite di emergenza, elemento essenziale per garantire un’evacuazione rapida in caso di necessità. Durante l’ispezione è stata inoltre rilevata l’assenza di un tecnico abilitato per la verifica degli impianti elettrici, così come del preposto alla sicurezza, figura obbligatoria per questo tipo di attività.
Le carenze riscontrate hanno portato alla sospensione immediata dell’attività, adottata per motivi di tutela dell’incolumità pubblica. Nella stessa serata, la polizia municipale ha effettuato controlli anche in altri esercizi cittadini, nell’ambito di un piano di verifiche più ampio.
Negli ultimi giorni, infatti, l’attenzione sul rispetto delle norme di sicurezza nei locali notturni e nelle discoteche è aumentata in tutta Italia, anche in seguito alla recente tragedia avvenuta a Crans-Montana, che ha riacceso il dibattito sulla gestione dei luoghi affollati. Controlli più frequenti hanno già portato, in diverse città, a chiusure temporanee e sanzioni.
A rafforzare il quadro normativo è intervenuta anche una circolare del Ministero dell’Interno, diffusa il 15 gennaio, che ha ribadito l’applicazione delle regole di prevenzione incendi. Il documento sottolinea come le discoteche siano soggette a prescrizioni più stringenti rispetto a bar e ristoranti, pur anch’essi vincolati a specifici obblighi.
La circolare chiarisce che bar e ristoranti possono ospitare musica dal vivo o karaoke solo se l’intrattenimento mantiene un ruolo secondario e non prevalente rispetto all’attività principale. In questi casi non sono ammessi spazi appositamente allestiti e la presenza massima non può superare le cento persone.
Quando invece l’intrattenimento diventa centrale – con modifiche degli ambienti, installazione di impianti dedicati, aumento della capienza o l’impiego di figure come DJ e addetti alla sicurezza – il locale deve adeguarsi alle norme previste per le discoteche, che impongono requisiti molto più rigorosi sotto il profilo della sicurezza.



