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DRAMMA per una donna a Barcellona, USTIONI IN DOCCIA E BOTTE: MARITO CONDANNATO a 6 anni e 8 mesi

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Il Tribunale di Barcellona, presieduto da Eugenio Fiorentino, ha condannato giovedì scorso il trentenne N. L. ritenuto responsabile dei reiterati reati a lui ascritti contro la moglie per maltrattamenti in ambito familiare, protratti fino al 2023 facendole un vivere un incubo . Un quadro pesantissimo quello ricostruito in aula, fatto di violenze fisiche e psicologiche che, secondo l’accusa, si sarebbero protratte per anni all’interno delle mura domestiche. Riconosciuta la continuazione tra le condotte l’uomo, è stato condannato alla pena complessiva di 6 anni e 8 mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali; nei suoi confronti disposta l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e la condanna al risarcimento dei danni subiti dalla vittima in favore della parte civile, quantificati in 25 mila euro, oltre spese legali.

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Secondo quanto ricostruito l’uomo, dal 2019 avrebbe sottoposto la convivente a un regime di violenze fisiche e psicologiche, caratterizzato da aggressioni, minacce e umiliazioni anche alla presenza del figlio minore. In più occasioni l’avrebbe percossa energicamente arrivando anche a stringerle le mani al collo e costringerla, dopo le percosse, a inginocchiarsi e chiedere scusa.

Le violenze sarebbero state accompagnate da insulti e frasi gravemente denigratorie, nonché da minacce di morte e intimidazioni volte a controllarne la vita personale e lavorativa. Tra i casi contestati vi sarebbero anche condotte particolarmente gravi: l’uomo avrebbe regolato al massimo la temperatura dell’acqua mentre la donna era sotto la doccia, provocandole ustioni nel corpo ; in un’altro episodio le avrebbe afferrato il capo spingendolo contro un lavabo; in ulteriori episodi l’avrebbe afferrata per i capelli, colpita al volto e al corpo e spinta con violenza contro arredi domestici.

Sarebbero inoltre documentate aggressioni connesse a pretese economiche: l’imputato avrebbe minacciato e picchiato la convivente per costringerla a consegnargli somme di denaro, arrivando a colpirla allo stomaco, al naso e ai fianchi e a schiacciarle un dito del piede, oltre a distruggere il suo telefonino. Le condotte includerebbero anche episodi di controllo ossessivo, con telefonate e messaggi minatori dopo la fine della relazione, e la presenza costante nei luoghi frequentati dalla donna.

La vittima delle violenze è stata difesa dagli avvocati Giuseppe Lo Presti e Angela Spinella i quali nel dibattimento hanno dimostrato che le dichiarazioni della donna vessata sono state coerenti e corroborate da elementi oggettivi, con certificati medici e dalle deposizioni degli altri testi, compresi i genitori della vittima, le amiche e i datori di lavoro. A difendere l’uomo violento l’avv. Marilena Lopes.

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