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FAVORI ALLA MAFIA, due arresti: INDAGATO IL NEO DIRETTORE del Policlinico di Messina 

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La procura di Palermo ha disposto una serie di perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici del direttore generale del Policlinico di Messina ed ex parlamentare europeo del Pdl Salvatore Iacolino. Nominato alla guida del nosocomio della Città dello Stretto la settimana scorsa, Iacolino è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata dall’aver agevolato Cosa nostra nell’ambito dell’inchiesta che oggi ha portato all’arresto per corruzione di un dirigente regionale e di un imprenditore mafioso.

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Secondo i magistrati della Dda di Palermo, guidati dal procuratore Maurizio de Lucia, il manager avrebbe messo a disposizione del boss di Favara suo compaesano, Carmelo Vetro, già condannato per associazione mafiosa, l’influenza e la rete di relazioni costruite grazie alla posizione ricoperta alla Regione come dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute e la sua esperienza politica, contribuendo al rafforzamento del clan di Favara.

All’ex deputato i pm contestano di aver sostenuto gli interessi economici del capomafia e di suoi uomini, come l’imprenditore Giovanni Aveni, originario di Barcellona Pozzo di Gotto, dando loro informazioni su procedure amministrative in corso o agevolando incontri con importanti funzionari regionali come il manager dell’Asp di Messina Giuseppe Cuccì, la vicepresidente della commissione Antimafia siciliana Bernardette Grasso e il capo della Protezione civile Salvatore Cocina. Per gli altri quattro indagati – Giovanni Aveni di Barcellona Pozzo di Gotto, Antonino Lombardo originario di Favara, il palermitano Francesco Mangiapane e l’agrigentino Salvatore Vetro – è stata avanzata la richiesta di arresto e sono in corso delle perquisizioni in vista degli interrogatori preventivi fissati dal gip. Nel frattempo sono già stati sequestrati 228 mila euro, ritenuti provento della corruzione.

Secondo l’accusa, inoltre, Iacolino, da direttore generale della Pianficazione strategica dell’assessorato alla Salute avrebbe compiuto atti contrari ai propri doveri d’ufficio, attraverso continue sollecitazioni nei confronti dei vertici amministrativi dell’Asp di Messina su procedimenti amministrativi indicati da Vetro.

L’ex eurodeputato avrebbe poi omesso di segnalare che Vetro era stato condannato per mafia e avrebbe anzi agevolato la creazione di canali riservati con figure di vertice dell’amministrazione regionale per fargli ottenere lavori nel settore pubblico. In cambio avrebbe ricevuto finanziamenti per campagne elettorali e promesse di assunzioni di lavoratori.

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