La Cgil Messina con il suo “Coordinamento Donne” fa il punto su diritti, lavoro e pari opportunità, partendo dal significato da dare oggi all’8 Marzo, Festa delle Donne.
E il quadro che ne viene fuori purtroppo è ancora a tinte fosche, dal momento che, secondo l’analisi condotta, sono stati registrati gap salariali, e di carriera, che creano un divario di genere penalizzante per le donne di tutte le età, con la conseguente notevole differenza di reddito pensionabile tra uomo e donna.

Ad oggi – secondo il sindacato – nella nostra regione si registra l’assenza di un approfondimento vero rispetto al mondo del lavoro ed ai contesti sociali, per un’azione volta al superamento di ogni disuguaglianza di genere e intergenerazionale, come previsto dalla Strategia Nazionale per la parità di genere 2020/2025.
E a questo si aggiunge – continuano dalla CGIL – il depotenziamento degli organismi di parità, che il governo nazionale vorrebbe accentrare, creando un divario maggiore rispetto alla necessità di interventi mirati in ogni contesto territoriale, per ottenere pari opportunità nel mondo del lavoro e impedire discriminazioni e molestie a danno delle donne.
“Disoccupazione femminile, discriminazioni e violenze che possono essere di ogni tipo, economiche, psicologiche e fisiche, l’assenza di tutele e diritti che mette a serio rischio la libertà delle donne e l’autodeterminazione è quanto purtroppo ci consegna ancora l’8 Marzo” dice la segretaria della Cgil Messina responsabile del Coordinamento Donne Marcella Magistro.
I dati nudi e crudi, snocciolati dalla segretaria CGIL con delega al mercato del lavoro Stefania Radici, vedono le donne occupate al 30,5% rispetto all’occupazione maschile che raggiunge il 54,9%. Radici dice anche che “la situazione delle donne nei luoghi di lavoro a Messina, aggiornata all’inizio del 2025, presenta profondo divario strutturale rispetto agli uomini, in linea con le criticità del Mezzogiorno: bassa occupazione, divario di genere, a Messina la retribuzione media oraria delle donne è bassa (circa 11,89 euro), e le donne sono più esposte a lavori precari e al part-time involontario”.
A tutto questo si aggiungono – dice la segretaria con delega alle politiche di genere Marcella Magistro – “la paga all’80 percento in molte categorie del settore privato per le donne con gravidanza a rischio, la ‘povertà lavorativa’, con contratti non adeguati alla loro formazione o necessità. Nell’area della Città Metropolitana di Messina, mancano servizi sanitari per le donne: è stato chiuso l’ambulatorio di endometriosi del Policlinico, mancano i consultori e centri per l’osteoporosi, mentre risulta sicuramente insufficiente l’unico servizio di IVG disponibile per tutti i 108 comuni”, ha sottolineato la Il Coordinamento Donne con in testa il segretario CIGIL Messina Pietro Patti chiede in definitiva un piano straordinario per l’occupazione femminile, politiche attive per l’occupazione, un welfare sociale adeguato, potenziamento della medicina di genere, corretta applicazione della 194, consultori, inclusione, cabina di regia per il contrasto alla violenza di genere e il diritto al salario al 100% anche nel caso di gravidanza a rischio”.
Per sollecitare tali impegni istituzionali, Il Coordinamento donne parteciperà con la Cgil allo sciopero di domani 9 marzo, e sarà alle 17 alla Galleria Vittorio Emanuele insieme alle categorie, a cittadini e cittadine, mentre il 10 marzo, alle 17:30 presenterà nello spazio “Muricella” una fanzine, costruita insieme ai contributi di chi ha partecipato ai laboratori organizzati in rete con la città, sulle parole, il significato, la declinazione al femminile e gli stereotipi contenuti nel linguaggio sessista, proponendo parole e politiche di genere per i diritti.



