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Forza d’Agrò, PIÙ VOTI con false residenze: ARRESTATI SINDACO E CONSIGLIERE 

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Terremoto al Comune di Forza d’Agrò, in provincia di Messina. Arresti domiciliari per il sindaco Bruno Miliadò, un consigliere comunale di Forza d’Agrò, un agente e un ausiliario del traffico della locale Polizia municipale, e il divieto di dimora nel luogo di residenza per un altro consigliere comunale dello stesso Comune. I cinque sono ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.

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Le indagini, che hanno registrato il coinvolgimento anche di altre 67 persone, spiega il procuratore di Messina, Antonio D’Amato, hanno permesso di ipotizzare l’esistenza di un “gruppo criminale dedito a una serie indeterminata di falsi in atto pubblico, consistiti in numerose attestazioni di residenza mendaci, tese a inquinare le elezioni dell’8 e del 9 giugno 2024 per il rinnovo del Consiglio comunale e la carica del sindaco del Comune di Forza d’Agrò”.

Oltre al sindaco, arresti domiciliari per il capogruppo consiliare di maggioranza Emanuele Di Cara, 49 anni; l’ispettore capo della Polizia locale Carmela Bartolone, 62 anni e l’ausiliario del traffico Carmelo La Rocca, 53 anni. Divieto di dimora a Forza d’Agrò per il consigliere di maggioranza Pippo Bondì, 57 anni. Rigettata la richiesta di arresti domiciliari per l’ispettore capo Orazio Maccarrone della Polizia locale.

L’ipotesi investigativa riguarda un’associazione per delinquere finalizzata alla falsità materiale e ideologica in atti pubblici. Secondo le indagini: il sodalizio avrebbe creato numerose attestazioni di residenza false per permettere a soggetti non aventi diritto di votare alle elezioni amministrative. Su 96 richieste di trasferimento analizzate, 59 sono risultate mendaci. Le residenze venivano attestate in immobili inesistenti, disabitati, presso uno stabilimento balneare o in camere di hotel riconducibili agli indagati.

Il sindaco avrebbe gestito personalmente i procedimenti di verifica, impartendo istruzioni ai vigili urbani per effettuare controlli “addomesticati”.

Le anomalie erano emerse a causa dell’alto numero di trasferimenti (96) in un comune di soli 835 residenti. Il peso dei presunti falsi è considerato determinante, poiché: il Sindaco è stato eletto con uno scarto di soli 30 voti. La lista a suo sostegno ha vinto con un margine di 40 preferenze.

Gli indagati sono assistiti dai legali Tommaso Autru Ryolo, Antonino Gazzara, Fabio Di Cara, Corrado Rizzo, Bonaventura Candido, Massimo Brigandì, Renzo Briguglio e Ilaria Intelisano.

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