15 C
Milazzo

“Frammenti di un passato dimenticato” Tra rime e racconti, la terra di Sicilia incontra la città di Torino

Pubblicato il :

- Advertisement -

C’è un vissuto fatto di memorie e luoghi che profumano di storia e amore per una terra che merita di preservare le proprie radici culturali, riconoscibili in un contesto nazionale. C’è un’opera poetica racchiusa in un libro, “Rime dal Longano. Frammenti di un passato dimenticato” di Sebastiano Bucolo e Pietro Maiorana, che si spinge oltre la semplice celebrazione nostalgica.

In data 15 maggio 2026, nella cornice dell’Aula Magna Residenza Universitaria Cavour di Torino, tra versi e racconti, ha preso vita un evento in cui le loro poesie in siciliano sono state protagoniste, trovando la collaborazione di artisti piemontesi. L’incontro culturale è stato voluto a Torino per rappresentare la continuità territoriale con la Sicilia tutta, condensata nei versi dedicati a un pezzo della sua terra e della sua storia: quello di Barcellona Pozzo di Gotto, città attraversata dall’antico torrente Longano, che ormai appare “sciuttu, siccu e mutu”.

Nella prefazione dell’editrice Giulia Carmen Fasolo, “l’immagine del letto prosciugato diventa metafora della memoria collettiva che si inaridisce, delle tradizioni che si estinguono, della comunità che si disgrega”.

Il volume “Rime dal Longano”, pubblicato da Edizioni Smasher, non rappresenta una semplice raccolta di poesie di due poeti, bensì è un vero e proprio atto d’amore per la propria terra in un viaggio sentimentale e di “cronaca” che utilizza due lingue: quella siciliana, attraverso una delle sue “parlate” e, parallelamente, la nostra italiana. Proprio così, quella siciliana è considerata una lingua, come riconosciuta dall’Unesco, poiché è una lingua romanza a sé stante, degna di essere preservata e tramandata.

L’intento dei due poeti è quello di preservare il ricordo e la bellezza di tempi passati che sembrano confinati in luoghi ormai dimenticati, attraverso parole suggestive e riflessioni civili. Queste poesie sono tessere di un mosaico, frammenti che lasciano spazio all’immaginazione, evocano e costringono a riflettere: lungi dall’essere sepolcri del passato, sono semi per il futuro. Tocca alle nuove generazioni mantenere il legame con le proprie radici, custodendo memoria, identità e tradizioni.

Moderatori e coordinatori dell’evento sono stati Giuseppe Giove di Torino e Nino Biondo di Barcellona Pozzo di Gotto, letterato e docente di Linguaggio del cinema a Roma. Insieme ai poeti Bucolo e Maiorana, ha decantato i versi l’attrice Vita Respina; ospiti dell’evento sono stati la scrittrice Alessia Sanavio e il fotografo Gianalberto Briccarello. Inoltre, sono intervenuti Giuseppe Locurto e Giovanni Firera, stimati presidenti delle associazioni culturali “Sikania” di Settimo e “Vitaliano Brancati” di Torino.

L’incontro è stato impreziosito da intermezzi musicali e canti siciliani, con la partecipazione del percussionista siciliano Pasqualino Conti, che ha guidato i musicisti piemontesi: Claudio Caldarelli, Maria Angela e Giorgio Soardo, Martina Masin e Tancredi Sferrazza. Di notevole rilevanza è stata la voce incantevole della cantante Mariangela Quinci. In questo contesto, pensato per offrire un’ampia esperienza sensoriale al pubblico, si è voluto il battesimo di un nuovo brano popolare, intitolato “U pani da Santaluciota”, tratto dai versi di Bucolo.

(Prof. Antonino Biondo)

- Advertisement -

Articoli Correlati

- Advertisement -spot_img
- Advertisement 4 -spot_img