Il mondo del ciclismo sconvolto dalla tragedia
Aosta – Una tragedia sconvolge il mondo del ciclismo giovanile. Samuele Privitera, 19 anni, è morto ieri, mercoledì 16 Luglio, all’ospedale Parini di Aosta, in seguito a una rovinosa caduta durante la prima tappa del 61° Giro Ciclistico della Valle d’Aosta – Mont Blanc. Il giovane atleta ligure, originario di Soldano, in provincia di Imperia, era una delle promesse del ciclismo italiano e correva con la formazione statunitense Hagens Berman Jayco, diretta da Axel Merckx. Il drammatico incidente è avvenuto nel tratto in discesa tra i tornanti di Pontey, una delle località toccate dal percorso della tappa inaugurale di quella che, da sempre, è considerata una delle corse a tappe più dure e prestigiose al mondo per la categoria under 23. Una gara che, con i suoi oltre 500 km e 12.000 metri di dislivello, rappresenta una sfida tecnica e fisica elevatissima, tanto da essere soprannominata il “Petit Tour”.

Secondo le prime ricostruzioni, ancora al vaglio degli inquirenti e della direzione gara, Samuele stava affrontando una discesa a velocità sostenuta quando avrebbe perso il controllo della bicicletta, forse a causa di un dosso o di un avvallamento nell’asfalto. Lo sbalzo avrebbe causato la caduta e, nell’impatto, il giovane ciclista avrebbe perso il casco protettivo, sbattendo violentemente la testa contro un cancello laterale alla carreggiata. Un impatto tremendo, che ha causato un grave trauma cranico e l’arresto cardiaco. Le ambulanze al seguito della corsa sono intervenute immediatamente. Il medico al seguito, resosi conto della gravità della situazione, ha richiesto il supporto urgente del 118. Sul posto sono iniziate immediatamente le manovre di rianimazione cardio-polmonare, mentre nel frattempo veniva allertata l’équipe dell’ospedale Parini di Aosta, dove Samuele è stato trasportato in codice rosso, intubato e ricoverato in condizioni disperate. In seguito alla caduta, un altro corridore che si trovava nelle immediate vicinanze è stato coinvolto nel sinistro, anche lui è finito a terra, riportando la frattura della clavicola. Le sue condizioni non sono gravi. La notizia dell’incidente ha subito fatto il giro del circuito ciclistico, gettando nello sconforto atleti, dirigenti, tecnici e appassionati presenti in Valle d’Aosta. All’ospedale sono giunti i genitori di Samuele, raggiunti nel pomeriggio da una chiamata che nessun genitore vorrebbe mai ricevere. I medici hanno fatto tutto il possibile per salvare la vita del ragazzo, ma il trauma subito era troppo esteso. In serata, la conferma ufficiale: Samuele Privitera non ce l’ha fatta. A poche ore dal decesso, la direzione della corsa ha deciso l’annullamento della tappa in programma giovedì 17 luglio. Una decisione inevitabile, presa per rispetto nei confronti del ragazzo, della sua famiglia e dell’intero gruppo sportivo, profondamente scosso da quanto accaduto. Qualsiasi decisione sulla prosecuzione del Giro sarà presa in accordo con le squadre e le autorità competenti nei prossimi giorni.
Classe 2005, Samuele era considerato uno degli scalatori più interessanti del panorama ciclistico giovanile. Dopo una brillante trafila tra gli juniores con il Team F.lli Giorgi ASD, aveva firmato nel 2023 con la Hagens Berman Jayco, squadra americana che rappresenta un punto di riferimento per i giovani talenti e che funge da vivaio per il team WorldTour Jayco-Alula. Il suo ingresso in squadra era stato accolto con entusiasmo anche da Axel Merckx, figlio del leggendario Eddy, che da anni lavora per scoprire e lanciare nuove promesse del ciclismo internazionale. Samuele si era già messo in evidenza in più occasioni e il Giro della Valle d’Aosta rappresentava per lui una vetrina importante in vista di un possibile salto tra i professionisti nei prossimi anni. «Un ragazzo serio, sorridente, appassionato. Un talento naturale in salita, con margini enormi di crescita. Ma soprattutto un giovane con valori veri», così lo descrivono oggi compagni e tecnici, sconvolti dall’epilogo tragico.
«La dinamica dell’incidente è ancora tutta da chiarire – ha dichiarato il direttore di corsa Filippo Borrione – ma possiamo dire che i soccorsi sono stati tempestivi. Le ambulanze erano subito dietro al gruppo e il medico al seguito si è immediatamente reso conto della gravità della situazione, attivando le procedure di emergenza. Siamo amareggiati, devastati. Organizzare una corsa di questo livello comporta la massima attenzione alla sicurezza, ma purtroppo eventi tragici possono accadere anche con tutte le precauzioni possibili. È un colpo durissimo per tutti noi». La procura di Aosta ha aperto un fascicolo per ricostruire l’accaduto ed escludere eventuali responsabilità esterne. Nelle prossime ore saranno sentiti i testimoni presenti e visionate le immagini girate dai mezzi al seguito.
La morte di Samuele Privitera ha lasciato attonito l’intero movimento ciclistico. Sui social, decine di squadre giovanili, professionistiche e federazioni hanno espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia, ricordando con affetto la figura del giovane corridore ligure. Anche la Federazione Ciclistica Italiana ha diffuso una nota ufficiale: «La FCI si stringe attorno alla famiglia di Samuele Privitera, ragazzo di grande talento e umanità. In un giorno così triste, tutto il ciclismo italiano si ferma per onorare la sua memoria». Anche il CONI e diversi atleti professionisti hanno condiviso messaggi di cordoglio e riflessione. La tragedia ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle corse, soprattutto per le categorie giovanili, dove le strade di montagna, i dislivelli estremi e i tratti in discesa aumentano i rischi in maniera significativa. Tuttavia, in questo momento di dolore, ogni riflessione tecnica lascia spazio alla dimensione umana: la perdita di una vita, così giovane, nel pieno di un sogno sportivo.
A Soldano, piccolo comune ligure dove Samuele era cresciuto, la notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Il sindaco ha annunciato che sarà proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali. Tutta la comunità si è stretta attorno alla famiglia, molto conosciuta e stimata. Samuele aveva iniziato a pedalare da bambino, supportato da genitori e amici che lo avevano seguito con passione in ogni tappa del suo percorso sportivo.
La redazione di Sicilia Tabloid porge le più sentite condoglianze alla famiglia Privitera



