Si è concluso dopo oltre tre anni con una sentenza di non luogo a procedere il caso giudiziario che vedeva coinvolto l’imprenditore Jerry Alessandro Petretta, 44 anni, amministratore della Myleco s.a.s., società con sede a Pace del Mela autorizzata al trasporto e allo smaltimento di rifiuti speciali. Il presidente della Sezione penale del Tribunale di Barcellona, Eugenio Fiorentino, nelle funzioni di giudice monocratico, al termine dell’udienza predibattimentale celebrata mercoledì scorso, ha dichiarato con la formula più ampia che «il fatto contestato non sussiste», pronunciando sentenza di assoluzione, accogliendo le tesi difensive sostenute dall’avvocato Alessandro Palana.
L’imprenditore era finito ingiustamente sotto processo con l’accusa di abbandono di rifiuti, ipotesi prevista del decreto legislativo 152 del 2006, in relazione a una discarica abusiva rinvenuta nel settembre del 2022 nell’alveo del torrente Patrì, in territorio di Rodì Milici (il Comune guidato dal sindaco Eugenio Aliberti si è costituito parte civile nel procedimento). All’interno dell’area sequestrata erano state trovate circa duemila sedie in plastica, oltre a porzioni di prato sintetico e ad altri rifiuti di vario tipo dopo diversi solleciti da parte del gruppo M5S di Milazzo che protestava sul “silenzio inquietante. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Stazione di Terme Vigliatore e coordinate dalla sostituta procuratrice Dora Esposito. Secondo l’impostazione accusatoria iniziale, quel materiale sarebbe stato riconducibile alla dismissione della tribuna del Duomo Vecchio del Castello di Milazzo. L’inchiesta nasce dalla vicenda del 2022, quando il Comune di Milazzo in occasione della rimozione delle vecchie tribune del teatro nella cittadella fortificata per la realizzazione di una nuova struttura, aveva affidato alla ditta specializzata Myleco lo smaltimento del materiale dismesso, tra cui circa un migliaio di sedute in plastica. A conclusione dell’intervento sarebbe stata attestata la regolarità dello smaltimento, ma nello stesso anno le guardie forestali di Barcellona, durante controlli ambientali lungo il torrente Patri’, avevano scopertola presenza di una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto, segnalando l’abbandono dei seggiolini e denunciando un’autentuva bomba ambientale non ancora bonificata. Da qui l’apertura dell’indagine da parte della Procura, anche per il clamore che la scoperta aveva generato nelle comunità. La svolta avvenne nel maggio 2025 quando in seguito agli accertamenti dei militari della Guardia di Finanza di Milazzo portarono ad escludere responsabilità a carico dell’amministratore dell’impresa Myleco confermandone l’estraneità ai fatti contestati.

(Giovanni Luca Perrone)



