Si sono conclusi i complessi lavori sulla storica Varetta: un intreccio perfetto tra maestria artigiana, nuove tecnologie a LED e il cuore pulsante della comunità. Il 22 marzo la presentazione ufficiale.

C’è un momento in cui l’arte smette di essere solo materia e torna a farsi spirito. Per la comunità di Pozzo di Gotto quel momento porta la data del 27 febbraio 2026, giorno in cui è stato siglato il provvedimento definitivo di fine lavori per il restauro della “Varetta del Cristo Morto”.

Dopo mesi di meticoloso intervento presso il laboratorio della famiglia Calvagna a San Gregorio di Catania, uno dei simboli più profondi della devozione locale è pronto a mostrarsi nel suo antico splendore, rinnovato da un restauro che ha saputo coniugare il rispetto per la storia con le più moderne tecniche conservative.
Il cammino, iniziato nel giugno 2025, non è stato privo di sfide. Sotto la direzione dell’architetto Rosario Andrea Cristelli, il team ha dovuto affrontare il delicato recupero delle parti lignee e della portantina. Ma la vera sfida è stata la tappezzeria: i tessuti originali, giudicati irrecuperabili durante lo smontaggio, sono stati riprodotti ex novo con una cura filologica estrema, restituendo dignità al “Letto Santo”.

La vera sorpresa tecnologica riguarda però l’illuminazione. Addio alle vecchie luci: oggi la Varetta splende grazie a un sistema a LED regolabile, progettato per valorizzare ogni dettaglio scultoreo senza aggredire la materia, garantendo un impatto visivo contemporaneo ma profondamente rispettoso della solennità del simulacro.
Un’opera di tale portata è stata possibile grazie a un raro esempio di collaborazione tra pubblico e privato. Accanto ai finanziamenti regionali, è stato fondamentale il ruolo degli eredi del Dott. Rosario Basilicò, che non solo hanno onorato la memoria del loro antenato (che originariamente commissionò l’opera), ma hanno coperto personalmente i disavanzi necessari per non fermare i lavori.

“Intervenire su un bene di così profondo valore non significa solo preservare la materia, ma custodire l’identità della nostra comunità,” ha dichiarato con orgoglio l’architetto Cristelli, ringraziando la Soprintendenza di Messina, il parroco Mons. Santo Colosi e tutte le maestranze coinvolte.
Per chi volesse scoprire i segreti dietro questo minuzioso lavoro, l’appuntamento è fissato per il 22 marzo 2026 alle ore 15:00, presso la Chiesa di Gesù e Maria. In occasione del 40° anniversario della vara “Du Signuri mottu”, l’architetto Cristelli relazionerà sui dettagli tecnici e storici del restauro all’interno dell’evento organizzato dall’Associazione Culturale “La Palma”. Un’occasione imperdibile per riabbracciare un pezzo di storia che, da oggi, brilla di una luce nuova.
“Gli intrecciatori ieri e oggi” darà la possibilità a tutti di cimentarsi in questa attività che è arte a tutti gli effetti. Come ci ricorda Vito Arrivo, non una gara, niente premi ma esclusivamente il piacere di stare insieme, qui sotto tutto ciò che serve per partecipare all’iniziativa.




