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INCHIESTA SANITÀ, l’on. Grasso ammette rapporti con il boss Vetro: IACOLINO NON RISPONDE AI PM

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La vicepresidente della commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana Bernadette Grasso, che ieri mattina ha annunciato l’autosospensione dalla carica, poco dopo mezzogiorno è entrata a palazzo di giustizia per essere sentita a sommarie informazioni dai sostituti procuratori di Palermo Bruno Brucoli, Gianluca De Leo e Maria Pia Ticino che indagano per corruzione il dirigente regionale Giancarlo Teresi e il capomafia di Favara Carmelo Vetro e per concorso esterno in associazione mafiosa l’ex manager ed ex eurodeputato del Pdl Salvatore Iacolino.

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Alla deputata regionale di Forza Italia i magistrati hanno chiesto dei suoi rapporti con il boss Vetro. La parlamentare ha ammesso di aver avuto contatti con il boss ma di non averlo mai incontrato. Soprattutto ha detto ai pm di essersi fidata del compagno di partito Iacolino, il mediatore fra lei e il boss di Favara di cui non aveva per questo mai avuto dubbi. Bernadette Grasso non è indagata.

Già nelle sue dichiarazioni aveva anticipato la sua posizione: “Non ho mai avuto contezza, né potevo averla, delle pregresse o attuali vicissitudini giudiziarie del signor Vetro, soggetto le cui fattezze fisiche sono a me sconosciute”. Dall’indagine emergerebbero contatti tra la deputata e Vetro mediati da Iacolino. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, un imprenditore messinese che si occupa di vigilanza si era rivolto al mafioso favarese, che ha in passato scontato una condanna a 9 anni, chiedendogli se avesse quattro persone da indicargli per poterle assumere nella sua attività.

Vetro aveva girato la richiesta a Iacolino, suo compaesano che, a sua volta, aveva consultato la Grasso per sapere se fosse interessata a segnalare eventuali nomi. Secondo quanto si apprende, la donna avrebbe poi avuto contatti diretti con Vetro attraverso messaggi telefonici e avrebbe indicato al capomafia potenziali dipendenti da impiegare. La cosa, però, non avrebbe avuto seguito. Ai magistrati l’onorevole Grasso ha confermato di aver inviato nomi e curriculum a Vetro, ignara di essere in contatto con un boss condannato per mafia.

Questa mattina, intanto, è stato interrogato al Palazzo di giustizia Salvatore Iacolino. L’ormai ex direttore generale del Policlinico di Messina, sospeso pochi giorni fa dalla giunta di governo della Regione siciliana, si è presentato in Procura accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Pino Di Peri e Arnaldo Faro, ma non ha risposto ai pm, una scelta legata alla volontà di conoscere integralmente gli atti d’indagine, che saranno messi a disposizione nell’ambito del ricorso al Riesame contro il sequestro dei telefoni cellulari e dei circa 90 mila euro trovati in suo possesso.

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