“Il Museo è un’azienda culturale. Ecco la mia ricetta tra Mission, valori e radici preistoriche”
Non si smette mai di scavare, e non solo nella terra. Per l’archeologo Girolamo Sofia, Curatore Scientifico del Museo Civico MANOS, la ricerca è anche formazione continua. Il Dott. Sofia proprio in questi giorni ha conseguito un prestigioso Master Internazionale in Direzione e Gestione dei Musei, rilasciato da un ente certificatore spagnolo. Un traguardo che promette di trasformare il volto della gestione museale locale. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare questa nuova visione.


Dottor Sofia, un archeologo che studia da manager. Da dove nasce questa esigenza?
“Sentivo il bisogno profondo di una formazione più specifica. Oggi un museo non è più solo un deposito di reperti, ma un organismo complesso che richiede una vera e propria gestione aziendale. Per valorizzare al meglio il MANOS di Novara di Sicilia, non basta conoscere la storia: bisogna saperla comunicare e gestire attraverso una Mission, una visione e dei valori chiari.”
A proposito di Mission, qual è l’obiettivo principale che vi siete prefissati per il MANOS?
“La nostra missione è cristallina: vogliamo riportare l’attenzione del pubblico, locale e internazionale, sulla preistoria del nostro territorio. Il cuore pulsante di questo progetto è il riparo della Sperlinga, un tesoro archeologico che merita una centralità assoluta nel panorama culturale siciliano.”
Dietro una gestione di successo c’è sempre una visione politica e amministrativa. Come si traduce questo nel vostro lavoro quotidiano?
“C’è una sintonia totale con l’amministrazione del sindaco, il dott. Girolamo Bertolami. La nostra visione è quella di arricchire, consolidare e promuovere costantemente la conoscenza delle testimonianze archeologiche novaresi. Non è un lavoro solitario: i nostri valori sono la costanza e l’impegno, supportati da una collaborazione stretta ed efficace con gli uffici comunali. È questo gioco di squadra che permette di raggiungere gli obiettivi nel miglior modo possibile.”
Oltre all’archeologo e al manager, emerge l’uomo. A chi dedica questo importante traguardo internazionale?
“Senza dubbio a mio figlio Sebastiano. Ma c’è anche un messaggio che vorrei arrivasse a tutti: spero che questo mio percorso possa essere un esempio per i tanti giovani che hanno voglia di specializzarsi. Il bisogno costante di formazione deve diventare il punto di forza per chiunque voglia intraprendere una professione oggi. Non bisogna mai smettere di imparare.”




