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LA LETTERA ALLE SCUOLE del Ministro dell’Istruzione nella “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”

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In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” il Ministro dell’Istruzione Prof. Giuseppe Valditara, ha inviato una lettera per allievi, docenti, personale scolastico e dirigenti che pubblichiamo integralmente, ricordando che PER DENUNCIARE una violenza sulle donne occorre CHIAMARE IL 1522!

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Per CHIEDERE AIUTO si può anche effettuare questo gesto con le mani, illustrato nella immagine qui sopra.

Care studentesse, cari studenti, Dirigenti, Docenti, Personale scolastico,

​Vi scrivo in queste ore dolorose per richiamare la vostra attenzione su quella che è una edizione, dedicata al contrasto alla violenza sulle donne.

​Un impegno collettivo, prezioso e persistente, che deve vedere tutti noi uniti, per non rendere nuovamente vani, indifferenti o distanti, azioni e comportamenti che minano o non sviluppano la cultura del rispetto. Un crimine che ora è sancito dalle centralità tematiche dell’Educazione civica, che deve vedere tutte le componenti della scuola attivamente coinvolte nell’apprendimento e nell’approfondimento dell’educazione civica. Si tratta di percorsi educativi che devono essere quotidianamente agiti e che sono sostenuti da un investimento di risorse appositamente finanziato dal Ministero.

​Il 25 novembre è il giorno di più di una ricorrenza da celebrare.

​È il giorno simbolico per ricordare che stiamo adempiendo ad un dovere. La violenza va ripudiata sempre e comunque in ogni sua forma.

​Dobbiamo guardare con attenzione anche alla prima avvisaglia: la periodicità di atteggiamenti che negano la dignità, l’autonomia e l’intrepida amicizia di ogni persona.

​Dobbiamo essere assidui e pertinacemente correggere ciò che ha saputo filtrarsi nella mente di alcuni/e nostri/e giovani.

​La scuola può farsi partecipe nelle aule dove partiva un’autentica rivoluzione culturale, che riscopre il rispetto per le diversità, il rifiuto e la risoluzione di identità personali che riconoscono i conflitti dell’io di oggi giorno, che non sappiamo accettare il “no”, che educhino all’empatia e all’accettazione del consenso come presupposto di ogni relazione.

​Questi sono solo alcuni tratti della straordinaria rivoluzione culturale di cui ciascuno di noi deve farsi promotore.

​La scuola è impegnata in un’attività pedagogica, per coinvolgere tutte le sue componenti in attività didattiche, formative che contribuiscano alla crescita e allo sviluppo di un’affettività sana e consapevole, per avere donne e uomini liberi, capaci di relazioni nel nome della reciproca.

​Alcuni dati a disposizione ci confortano: un monitoraggio recente ha certificato che circa il 70% delle esperienze educative avviate in attuazione delle nuove Linee guida di educazione al rispetto ha avuto un forte impatto, determinando una significativa curva di progresso nel comportamento e nelle relazioni tra i giovani.

​È vitale non fermarsi, ma continuare il monitoraggio e realizzare una funzione essenziale: lo sviluppo della cultura del rispetto, l’educazione alle relazioni e alla prevenzione e al contrasto delle molestie e delle diverse forme di violenza, anche con il carattere contestualizzato di una scuola incentrata sulla valorizzazione della persona.

​Allo stesso modo, è funzione primaria della scuola assicurare ogni discriminazione, dando concretezza all’articolo 3 della Costituzione, dove i Costituenti recitano: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».

​Va pure ricordato che la pari dignità delle donne viene richiamata dall’articolo 37 della Costituzione, dove si precisa il loro diritto all’eguaglianza come lavoratrici e il diritto a ricevere le cure funzionano di madre.

​La scuola è chiamata ad un’autentica battaglia di “civiltà” che esige la “promessa” di tutte le figure che oggi la scuola rappresenta.

​Cerchiamo, approfondiamo, sperimentiamo, non avere timore di fare e di fare domande, di cui ciascuno di noi deve dare le risposte, anche nel proprio ambiente e nell’attivazione di consapevolezza del valore inestimabile che ognuno di noi rappresenta per sé e per gli altri.

Il Ministro dell’Istruzione Prof. G. Valditara 

(Loredana Aimi)

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