Dalle note del pianoforte al silenzio della cura: il compositore trasforma il mieloma in un percorso di illuminazione. Un’opera edita da Solferino che non cerca compassione, ma regala serenità.

Esistono momenti nella vita in cui la musica si ferma bruscamente, lasciando spazio a un silenzio assordante. Per Giovanni Allevi, quel silenzio ha avuto il nome di una diagnosi dura, implacabile: “il mieloma”. Eppure, laddove molti vedrebbero solo il buio dell’ingiustizia e della sofferenza, il Maestro ha saputo scorgere una luce differente.
Il suo nuovo libro intitolato “I nove doni” è molto più di un diario clinico; è un manifesto di resilienza spirituale e intellettuale.
Chi si aspetta tra queste pagine il racconto della disperazione o la ricerca della facile compassione resterà sorpreso. Allevi, forte di una cultura non comune e di una sensibilità che trascende lo spartito, compie un’operazione straordinaria: decodifica il dolore.
Invece di soccombere al peso del cancro, il compositore utilizza la sua “anima nobile” per filtrare l’esperienza attraverso la gratitudine. Il risultato è una narrazione che emana una serenità contagiosa, trasformando la corsia di un ospedale in un luogo di profonda comprensione dell’esistenza.

Il titolo non è solo un richiamo poetico, ma il fulcro di tutta l’opera. Dalla tempesta della malattia, Allevi ha estratto nove perle, nove consapevolezze che definisce “doni”. Sono intuizioni nate nel momento del bisogno, che l’autore offre al lettore come strumenti per affrontare le proprie fragilità.
Non sveleremo qui la natura di questi doni, perché il viaggio per scoprirli tra le righe del libro è parte integrante della cura. È un invito a rallentare, a spogliarsi del superfluo e a ritrovare l’essenziale.
”Un libro da tenere sul comodino, accanto a sé, pronto per essere riletto quando il mondo fuori sembra farsi troppo pesante.”
”I nove doni” è una lettura necessaria non solo per chi sta affrontando una sfida di salute, ma per chiunque cerchi un senso di pace in un’epoca frenetica. La scrittura di Allevi, lucida e poetica, ci ricorda che anche quando il corpo si ferma, lo spirito può continuare a comporre la sua sinfonia più bella.
(Loredana Aimi)



