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L’APPELLO di Carmelo Torre: “Milazzesi Onorevoli SARÒ SINDACO SU TEMI SERI, no a teatrini”

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Non una semplice lettera, ma un atto politico chiaro, un secondo appello diretto e senza ambiguità. A 46 giorni dalle elezioni amministrative, il candidato sindaco Carmelo Torre con la lista Carta Canta/ Futuro Milazzo, sostenuto dal movimento civico Gol (Giustizia Onore Libertà) affida ai cittadini un messaggio che va oltre la campagna elettorale: una chiamata alla coscienza della citta’ del Capo e ai suoi “onorevoli” concittadini.

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La missiva, datata 7 aprile 226, è il racconto di anni trascorsi tra la gente, ma soprattutto è una denuncia precisa: Milazzo non è davanti a una normale competizione elettorale, ma a uno scontro tra sistema e cambiamento. Nei prossimi giorni sarà inaugurato il comitato elettorale di via Giorgio Rizzo.
“La campagna elettorale per Milazzo rischia, ogni giorno di più, di smarrire il suo senso e di ridursi a un teatrino fatto di allusioni, caricature, provocazioni e polemiche sul nulla. Si usano parole pesanti, si evocano scenari torbidi, si cerca il titolo facile. Si discute di caffè presi al bar, di scarpe da tennis, di pettegolezzi e di schermaglie costruite per occupare la scena, mentre dei veri problemi della città si parla troppo poco, o non si parla affatto.
Eppure Milazzo avrebbe bisogno esattamente del contrario”- si legge nel documento di Torre-.
“Avrebbe bisogno di un confronto serio sull’aumento dei tributi, sul commercio che soffre, sul lavoro che manca, sulla necessità di difendere e rafforzare il polo industriale, sulla funzione del porto, sulla logistica, sul turismo, sul destino di Marina Garibaldi, di Vaccarella, del Castello, di Villa Vaccarino, del museo diffuso, degli impianti sportivi, dei servizi agli anziani, del volontariato e del terzo settore. Avrebbe bisogno, insomma, di una campagna elettorale all’altezza della città e non di una recita fatta di rumore, slogan e piccole miserie propagandistiche.
Io non mi sono candidato per partecipare a questo spettacolo. Mi sono candidato da milazzese libero, senza deputati da esibire, senza padroni da servire e senza protettori da ringraziare”- spiega l’ex assessore comunale e provinciale-. “Mi sono candidato perché credo in ciò che ho fatto per Milazzo, in ciò che ancora si può fare, e soprattutto perché credo negli Onorevoli milazzesi: i cittadini di questa città, gli unici ai quali spetta davvero il compito di decidere il suo futuro- incalza-.
A loro rivolgo un appello semplice e netto: riportiamo il confronto sui temi seri.
Parliamo del mare come motore di sviluppo. Parliamo di una Marina Garibaldi viva, ordinata e attrattiva. Parliamo di Vaccarella e di un PUDM da rifare bene, nel rispetto della legge e dell’identità del borgo marinaro. Parliamo del Castello come cuore culturale e turistico della città. Parliamo di Villa Vaccarino, del museo diffuso, del lavoro, del porto, dell’industria, della piccola economia urbana, dello sport, dei giovani, degli anziani, delle famiglie.
È questo che interessa ai milazzesi.
È questo che merita Milazzo.
Non il teatrino. Non il frastuono. Non la politica ridotta a scenetta.
Io continuerò a parlare di programmi, di contenuti e di futuro. E continuerò a farlo con la libertà di chi non dipende da nessuno e con il rispetto dovuto a una città che merita serietà, non propaganda”.
L’esperto esponente politico conclude: “Milazzo non ha bisogno di comparse, di registi occulti o di rumorose recite elettorali. Ha bisogno di verità, di credibilità e di una guida libera.
Chi non ha argomenti alza i toni. Chi non ha visione insegue il clamore. Chi non sa parlare alla città prova a distrarla. Io, invece, scelgo di parlare ai milazzesi come meritano: con chiarezza, con rispetto e con verità. Perché Milazzo non ha bisogno di rumorose messinscene elettorali: ha bisogno di una guida libera, credibile e capace di assumersi responsabilità vere”.

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